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| 02 febbraio | 11:38

Il "Marty Supreme" riscatta il tennis tavolo in un film adrenalinico

DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 02 febbraio 2026

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore

Il tennis da tavolo riacquista la sua dignità. Con “Marty Supreme” di Josh Safdie, regista e attore americano, premiato con “Diamanti grezzi” diretto con il fratello Benny Leone d’Argento a Venezia82 per “The Smashing Machine”, il ping pong va verso le discipline olimpiche; il tennistavolo diventa disciplina a cinque cerchi nel 1988.

 

Il protagonista indiscusso nonché produttore è Timothée Chalamet, sul set nascosto dagli occhiali, per rimpicciolirne gli occhi.

 

Il giovane giocatore di tennistavolo Marty Mauser - personaggio ispirato al leggendario Marty Reisman, alto e magro come Chalamet - vuole sfondare, essere supremo.

 

Siamo negli anni Cinquanta nel Lower East Side di New York; Marty fa il commesso nel negozio di scarpe dello zio, è bravissimo ma non gli interessa.

 

Lui vuole diventare il campione mondiale di tennis da tavolo. La sua onesta famiglia lo vorrebbe però nel piccolo negozio di scarpe. Il temperamento ambizioso di Marty deve fare i conti con i compromessi per ottenere finanziamenti; per arrotondare gestisce club di tennis da tavolo clandestini ed apre gli show degli Harlem Globetrotters. Il frenetico ritmo della sua vita è scandito da incontri sempre più difficili, come con il giapponese Hiroi Satoh e la sua pericolosa “racchetta sandwich”.

 

Un allenamento durato anni, quello del perfezionista Timothée Chalamet. Per entrare perfettamente nel ruolo l’attore, già apprezzato nei panni di Bob Dylan in “A Complete Unknown”, porta il tavolo da ping pong sui set, imparando le tecniche del tennis da tavolo degli anni cinquanta. Si fa aiutare dal coach Diego Schaaf e dall’ex olimpionica Wei Wang; tutte le scene di gioco sono senza stunt double; niente a che vedere con “Forrest Gump” in cui le scene di gioco sono state create in Cgi, perché la pallina non esisteva durante la ripresa.

 

Sequenze avvincenti quelle con l’amico ebreo Bela Kletzki con cui si allena, che ricorda il polacco Alex Ehrlich salvato dalla camera a gas perché riconosciuto come campione del mondo di tennis da tavolo.

 

Riferimenti al passato, mentre Marty brucia i tempi conquistando Gwyneth Paltrow - che ritorna al cinema dopo sei anni. Lei è Kay Stone, un’attrice in declino che si lascia andare in momenti di sesso inatteso, rapita dal fascino del ragazzo prodigio.

 

Marty dovrà fare i conti però con la ragazza, Rachel (Odessa A’zion) vicina di casa, sposata, innamorata persa di lui e pure incinta. Più di due ore che volano come l’interpretazione di Chalamet che va verso gli Oscar 2026 con nove nomination. Un film adrenalinico spezzato dall’intervallo, un’abitudine diffusa un tempo ma rimasta, purtroppo, nelle sale di Trento.

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