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La La Land, un musical specchio dell'America che ha bisogno di una realtà che sembra una bella pubblicità. 'Effetto Titanic' in vista?

Il musical è stato selezionato 'fuori concorso' alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 raccogliendo grandi elogi. Il film, tra una citazione e l’altra, narra una storia d’amore impossibile prodotta da incontri, coincidenze e intrecci casuali. Damien Chazelle (già vincitore di 3 Oscar), grande manipolatore di storie semplice, è il regista, mentre i protagonisti sono Emma Stone e Ryan Gosling e il trionfo sembra annunciato
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 06 febbraio 2017

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

Un insolito musical si aggira nelle sale cinematografiche internazionali. Piace a grandi e piccini. A Trento, ad esempio, viene proiettato contemporaneamente in due sale, per soddisfare l’insolita bramosia cinefila. Convince subito il pubblico selezionato della Mostra del Cinema di Venezia 2016, dove viene proiettato all’anteprima, ovviamente fuori concorso. Poi è un susseguirsi di elogi. Riceve 14 nomination agli Oscar, con sperticate lodi ai protagonisti, Emma Stone e Ryan Gosling. Insomma un trionfo annunciato.

 

Il giovane regista statunitense, Damien Chazelle, grande manipolatore di storie semplici - 'Whiplash', storia anch’essa di musicisti, nel 2014 ha ricevuto 3 premi Oscar - ha dunque nuovamente fatto centro? Non mancano gli interrogativi. Il regista si ispira a Jacques Demy ed all’armonia dei musical del passato, ha girato in cinemascope,con uno stile coinvolgente. Ma La La Land diventerà il film dell’anno?  Basta un incipit azzeccato per fare un grande film? Altre domande.

I cinefili saranno appagati dall’originalità del piano sequenza iniziale girato nella freeway sopraelevata di Los Angeles? Gli amanti del jazz vivranno il film come un elogio ai grandi musicisti neri?

 

Il film, tra una citazione e l’altra,  narra una storia d’amore impossibile prodotta da incontri casuali, coincidenze che ci riportano ad intrecci alla Woody Allen, ma sarebbe un paragone azzardato. Una sorta di commedia drammatica, con scene musicali dove s’incrociano inquadrature alla Sex and the city, le quattro amiche che vanno per strada invitate, guarda caso, ad un party dell’alta società di Los Angeles. Scena ambientata negli studi cinematografici di Hollywood, un film nel film, dove una commessa del bar, Mia, vorrebbe diventare un’attrice.

 

Il ballo del tip tap alla Fred Astaire e Ginger Rogers ('Voglio danzar con te') dei due protagonisti davanti alla città di notte, mette in luce le loro capacità, ma forse è meglio non fare paragoni con il passato. Si danza intorno alla piscina, nello spazio, all’interno dell’Osservatorio e fra le stelle le silhouette dei protagonisti volano.

 

Il film elogia l’amore, il sogno, la passione, proprio come il jazz. Tante le citazioni, da Louis Armstrong e Charlie Parker, the Bird, che sarà pure d’ispirazione per il nome del locale che Sebastian ‘Seb’ vorrebbe aprire, suonando solo del jazz originario, anche se costretto a modificare il suo genere puro per poter campare. Il suo cimelio lo troveremo anche nel finale: uno sgabello utilizzato da Hoagy Carmichael, non a caso grande compositore, pianista, cantante ed attore.

 

Il rapporto con le donne è fatto di forti tensioni, come con la sorella che si siederà sul sacro sgabello di legno. Ma è Mia la donna con cui si aprirà ballando e cantando. Il loro rapporto si trasformerà nel tempo per giungere ad  un finale alla Sliding doors.  La malinconica colonna sonora è di Justin Hurwitz, un leitmotiv che trasmette  emozioni crescenti nel finale.

 

Tornando al paragone con Titanic, non avverrà lo stesso miracolo, il fascino di Di Caprio, i suoi sguardi, i dettagli, mancano. Rimarrà un film popolare che porterà al cinema ogni generazione, ma non credo ci siano persone che lo vogliano rivedere decine di volte, come è successo con Titanic.

 

Il film confermerà i premi, perchè l’America ha bisogno di una storia dove la realtà sembra una bella pubblicità di un mondo senza tensioni, senza violenze, senza sangue, senza ‘stranieri’ che rompono, senza muri, donne che rivendicano i loro diritti, omosessuali, e tutta una serie di ‘senza’. Insomma, un mondo perfetto dove tutti vorrebbero vivere ed i sognatori potranno attaccare i loro sgabelli alla parete e realizzare i propri ideali.

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