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''La paranza dei bambini'', unico film italiano al Festival di Berlino 2019

Regia di Claudio Giovannesi, è la testimonianza dell’inesistenza delle istituzioni. Boss sempre più giovani, rispetto agli anni precedenti, assumono il controllo del territorio, un cambiamento generazionale e le giovani leve sono sempre più violente, soprattutto a Napoli. Il film è, dal 14 febbraio, al cinema Astra di Trento.
Dal blog di Alda Baglioni - 16 febbraio 2019 - 16:46

La scuola non esiste. La strada è scuola di vita. Dall’ultimo libro di Roberto Saviano che è anche co-sceneggiatore, “La paranza dei bambini”, regia di Claudio Giovannesi, è la testimonianza dell’inesistenza delle istituzioni. La scuola, i genitori (spesso sono in galera), la chiesa, i servizi sociali, sono tutte parole rivolte al vuoto. Eppure siamo in Italia, a Napoli, centro storico, per la precisione tra il Rione Sanità ed i Quartieri Spagnoli.

 

Le bande si contendono le zone, guai se ti fai vedere nella zona di un altro boss. Nicola - il protagonista è l’esordiente Francesco Di Napoli - ha la mamma che gestisce una lavanderia e deve pagare come tutti, il pizzo.

 

Nicola non accetta i soprusi, decide con i suoi cinque amici quindicenni ( Tyson, Biscottino, Lollipop, O’Russ, Briatò) come lui di armarsi e diventare il capo della banda del quartiere. Si chiede aiuto per le armi ad un vecchio boss (Renato Carpentieri) agli arresti domiciliari. Tutto si svolge velocemente, anche uccidere diventa una routine: Nicola si traveste pure da donna per ammazzare. Un gioco pericoloso che lo mette finalmente davanti alla realtà. Piange Nicola, sa che non potrà più tornare indietro e la strada scelta è un vicolo cieco.

 

I ragazzi vogliono i bei vestiti, gli orologi firmati, le migliori moto, Nicola poi s’innamora di Letizia (Viviana Aprea). Peccato, la ragazza vive nei Quartieri Spagnoli, a lui ‘vietati’.

 

Il regista tra primi piani insistenti, dialoghi in lingua originale, lente scene corali, la bella fotografia di Daniele Ciprì, vuole mostrare le fasi che si affrontano per superare l’età dell’innocenza ed illudersi di conquistare un giusto potere. Una sorta di camorra etica spinge la baby gang ad usare le armi ed ad autodistruggersi.

 

Un bravissimo Nicola, attore per la prima volta, ha saputo esprimere con il sorriso e la rabbia, il punto di vista di un adolescente che deve fare i conti con il proprio ruolo sociale.

 

La frenesia del potere, l’euforia causata dalla droga, dai soldi, tanti, guadagnati “lavorando” nel quartiere, ci rivela un mondo che tanto sommerso non è. Non si fa riferimento a fatti accaduti ma si aprono i giornali e la cronaca li conferma.

 

Boss sempre più giovani, rispetto agli anni precedenti, assumono il controllo del territorio, un cambiamento generazionale e le giovani leve sono sempre più violente, soprattutto a Napoli. Per la Dia le aree più a rischio sono i quartieri di Forcella, Quartieri Spagnoli, Mercato Vasto, Case Nuove, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli. Il cinema rispecchia la realtà.

 

Tante le riflessioni, perché la scuola non esiste? “Chi ha torto e chi ha ragione quando un bambino muore?”( da “Il peso del coraggio” cantata da Fiorella Mannoia) Claudio Giovannesi con il suo lavoro girato in sequenza, è stato molto apprezzato al Festival di Berlino che terminerà il 17 febbraio. Il film è, dal 14 febbraio, al cinema Astra di Trento.

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