Una sinfonia di toni con protagoniste le Olimpiadi: Gian Marco Montesano torna alla galleria Raffaelli con "Alpensinfonie"

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore
Una sinfonia di toni. Bianchi e grigi che scaldano gli animi. Gian Marco Montesano ritorna nella sua affezionata galleria d’Arte Raffaelli, che lo segue da quarant’anni, con “Alpensinfonie”.
L’artista torinese, scrittore e regista teatrale, con le sue sfumature tra il bianco ed il nero, si è distinto nel tempo, tra mostre personali in tutto il mondo e Biennali di Venezia, di Praga, di Parigi, di Arte Sacra di Teramo.

Le opere proposte in galleria hanno come tema la montagna: paesaggi a Cortina, sciatrici che camminano nella neve, alpeggi, stambecchi, cervi.
Lavori che richiamano una manifestazione alle porte che coinvolge anche il Trentino: i Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026, dal 6 al 22 febbraio.

La leggerezza che si avverte ne “La regina de glacé” 2025, ci mostra il contrasto fra le dure rocce di alte montagne ed il corpo sottile della pattinatrice che vola pattinando sul lago ghiacciato.
Le nuvole in lontananza si confondono con le vette. I grigi sfumati rendono dinamica l’inquadratura pittorica.

Si evoca il ricordo di luoghi e paesaggi vissuti come in “Il duro fondo”, dove un fondista in gara, fa scivolare con passo sicuro, gli sci nella pista.
Non mancano gli animali nelle tele di Montesano; ne “Il conducente muli potrà continuare solo” 2025, lo sguardo del mulo ci osserva con determinazione. Si genera un’atmosfera in cui si immagina una storia.

Gian Marco Montesano, influenzato dal pensiero filosofico di Gilles Deleuze e Jean Baudrillard frequentati nel suo lungo periodo parigino, si differenzia notevolmente dal Medialismo, corrente di revival pittorico, creando uno stile post-realista.
Le sue opere riflettono sul concetto di memoria, senza riferimenti storici: una memoria fotografica che appartiene all’immaginario collettivo.

L’esplorazione della montagna continua con opere concepite per essere inserite all’interno di cornici provenienti dall’Austria, nello stile originale tirolese “Black Forest”.
Il titolo della mostra si riferisce a Richard Strauss, il compositore austriaco, e all’opera “Eine Alpensinfonie”, omaggiato dall’artista appassionato di musica classica.
I lavori proposti sono approfonditi da un interessante catalogo, curato da Virginia Raffaelli, con i testi di Valerio Dehò e Gian Marco Montesano.
GIAN MARCO MONTESANO “Alpensinfonie”
fino al 31.3.2026 - Studio d’Arte Raffaelli - Palazzo Wolkenstein - via Marchetti 17 - Trento












