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| 20 settembre | 22:38

Da Harry Potter alla storia della Caley Picture House: la Scozia è magia. Un pezzo di cuore è rimasto incastonato in questo luogo incantato e sapevo che sarei ritornata

Da Harry Potter alla storia della Caley Picture House: la Scozia è magia
DAL BLOG
Di Barbara Mastronardi - 20 settembre 2026

 Ribelle quanto basta amo gli animali e in particolare i gatti. Inseguo sempre i miei sogni come quello di scrivere e da sempre racconto storie spesso e volentieri di mici e micie.

Sette anni. Il tempo è volato veloce come un gabbiano sopra il mare del Nord ma ci sono tornata. Lo avevo promesso a me stessa. Un pezzo di cuore era comunque rimasto incastonato in questo luogo incantato ma già allora io sapevo che prima o poi, in qualche modo, lo avrei rivisto. Un piccolo viaggio questa volta, come si suol dire "le space du matin".

 

Non importa. La magia è quella di sempre. La Scozia.

 

E' talmente bella. Ci si perde senza sosta nella "maraviglia". In ogni suo angolo più recondito Edimburgo spalma il suo incantesimo sugli animi delle persone, loro malgrado. L'architettura così particolare la rende unica nel suo genere. Ogni anfratto, vicolo o scalinata profuma di storia, di magia, di mistero.

 

Meraviglioso volare davvero sulle ali della fantasia al n. 40 di Victoria Street, la famosa via con i suoi colori sgargianti che si dice abbia ispirato J.K. Rowling per la creazione di Diagon Alley, eccolo, in tutto il suo misterioso e sfuggente mondo stregato. Come un adolescente qual sono, sono salita ammaliata per i tre piani del Museum Context. Harry Potter. Ti sembra che salti fuori da ogni angolo, e ti ipnotizzi con la sua bacchetta. E' incredibile davvero come un mondo di pura fantasia diventi reale, tangibileconcreto.

 

E' bellissimo farsi trasportare dal sogno. Tu sai, razionalmente parlando, che tutto questo non esiste ma quando passi davanti al cappello di Albus Silente un brivido ti corre sornione lungo la schiena. Lui è li e ti sta guardando. E chissà cosa sta per combinare. Una lunga coda di persone è sempre presente e ci vuole davvero tanta tanta pazienza ma ne vale davvero pena. Per un piccolo lasso temporale sei in uno spazio magico, diverso dal resto del mondo e per certi versi ci vorresti rimanere e non uscirne più.

 

A Edimburgo non sai davvero dove posare gli occhi perché ogni cosa ti cattura.

 

Traspare assoluto il potente amore per gli animali, non esiste il randagismo e cat caffè, veterinari e negozi zeppi di statuine e dipinti di gatti e cani in ogni dove, lo dimostrano. Ci sono cagnetti di ogni tipo che passeggiamo beati nei campi con i loro padroni. Bellissimo. Dolce. Magari fosse così ovunque.

 

Una sera di questa mini vacanza ho deciso di seguire il consiglio di un ragazzo italiano conosciuto in un tour, che dieci anni fa è venuto qui e non è stato più capace di andarsene. Sono andata a cenare in un posto davvero assurdo quanto affascinante. Il Caley Picture House (situato al 31 di Lothian Road ad Edimburgo) è uno degli edifici d'epoca più iconici della capitale scozzese. Le sue vicende bizzarre si dipanano per oltre un secolo. Nasce come cinema e viene inaugurato il 1 gennaio 1923. Progettato dagli architetti J.S. Richardson e J.R. Mackay, apre ufficialmente con la proiezione del film muto Game of Life.

 

La sala conta inizialmente circa 900 posti a sedere. Arriva il cinema sonoro nel 1928 ("talkies") e la struttura viene ampliata dall'architetto James McKissack incorporando un edificio adiacente, portando la capienza a ben 1.800 posti e aggiungendo dettagli distintivi in stile Art Déco (come le vetrate istoriate all'ingresso).

 

Anni '70 - 1984. Musica, musica, musica e ancora musica. Oltre alla proiezione di film, la sala diventa una tappa fondamentale per i concerti dal vivo. Sul suo palco si esibiscono artisti e pazzeschi gruppi rock/post-punk, tra cui addirittura i Queen, gli Ac/Dc, i Pink Floyd, The Smiths, i New Order, David Bowie e R.E.M.. Il cinema chiude definitivamente come tale nel 1984. Dal 1986 al 2000 l'edificio si trasforma in discoteca e nightclub con diversi nomi nel corso degli anni, tra cui Caley Palais, Century 2000 e Revolution. E poi chiudeDi nuovo.

 

Nel 2008 la struttura riapre come The Picture House, uno dei club di musica dal vivo più apprezzati della città. Improvvisamente alla fine del 2013 viene sprangato, tra le proteste dei cittadini e degli appassionati di musica locale, che sono tantissimi. Da ogni pub escono note diverse ogni sera. Nel dicembre del 2016 viene acquistato dalla catena JD Wetherspoon e subisce un imponente restauro da oltre 2,5 milioni di sterline guidato dallo studio Harrison Ince. Rinasce la magnifica Art Déco originale, la balconata e la galleria e i soffitti d'epoca e si converte in un pub ristorante.

 

Quello che lo rende unico è che l'atmosfera interna conserva limpidamente l'impianto originario degli Anni '20. Se fissi determinati punti, sei davvero seduto davanti ad un cinema muto e la sala magicamente diventa buia, anche se ora è piena zeppa di una marea di persone...tanti giovani scozzesi giovanissimi, che chissà, magari non capiscono appieno il fascino sublime che si respira. O magari si. Un battito d'ali di una farfalla, questo è quello che succede quando si vive la vita appieno. Il ritorno è arrivato quasi subito.

 

Non importa, anche questa volta una parte del mio cuore non si muoverà di li. Fra Edimburgo, Dunottar Castle, che questa volta ho visitato interamente, e le Highlands che ho rivisto con grande commozioneSono posti assolutamente magici. I ricordi sono il sale dell'anima. Per sempre. 

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