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Addio Istituto Vittoria, 5 anni di battaglie, sorrisi e lacrime

Il post di una studentessa dell'Istituto d'Arte che ha concluso pochi giorni fa la maturità ("questi tanto odiati esami, che sensazione stupenda") e che ripercorre i 5 anni di scuola passati con un pensiero speciale per "chi sta sempre in portineria (che non ho mai capito come devo chiamare) che per me sono diventate come seconde mamme"
DAL BLOG
Di Carmine Ragozzino - 07 luglio 2017

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

Il post di una ragazza dell'Istituto Vittoria che ha terminato in questi giorni la maturità chiudendo il ciclo di studi. Un post che ospito volentieri che racconta in poche righe emozioni e sentimenti per un percorso, in parte accidentato anche per colpa dei cronici problemi strutturali della scuola, che non si può che definire "una bellissima avventura".

 

 

5 anni... 5 anni sono ormai passati, sembra ieri il primo giorno di scuola in cui ancora non conoscevo nessuno, sulla porta ho trovato dei ragazzi che ho scoperto che sarebbero stati miei futuri compagni, almeno per i primi 2 anni di questa lunga avventura (perché è solo così che si può chiamare: "una bellissima avventura"). All'inizio era strano, ero spaesata, c'erano ragazzi che mi sembravano grandissimi, ma è bastato pochissimo per ambientarsi. Con quei compagni trovati per caso all'entrata prima ancora di iniziare le lezioni, ho condiviso tanto, le prime prove, le prime paure, le ore passate provando tutti i laboratori della scuola, i cambi ora alla ricerca dell'aula perduta (cosa che solo chi ha vissuto può capire").

 

Poi cambiando classe le cose sono diventate un po' diverse, c'è chi ho perso di vista e chi invece è rimasto e rimarrà sempre. Con la scelta dell'indirizzo tutto era nuovo un'altra volta, si perché ero l'unica della  mia classe ad aver scelto multimedia. Ma questa volta non mi spaventava, non era più come prima perché ormai la scuola non sembrava più un enorme labirinto ma iniziava ad essere un luogo familiare e iniziavo a conoscere bene come funzionavano le cose. La terza è stato l'anno delle nuove materie, dei nuovi professori, delle nuove amicizie, poi la quarta e la quinta gli anni migliori, pieni di emozioni, vittorie, sconfitte, rabbia, bei voti e delusioni, tristezza ma anche tante risate.

 

Quest'ultimo anno è volato, è stato sicuramente faticoso ma bello, è stato bello essere i più grandi della scuola, essere un esempio per i nuovi arrivati e potersi permettere cose che non tutti potevano fare. Questo luogo per me è diventato come una casa, grazie alle persone che ci tengono veramente e lo dimostrano tutti i giorni entrando a scuola con passione per quello che fanno, e che come noi studenti ci passano la maggior parte del loro tempo. Io per la mia scuola ho dato l'anima e ho fatto tutto il possibile per renderla migliore per farla conoscere per quello che è veramente (non per quello che dice la gente per sentito dire) ho cercato di far capire a tutti come siamo noi studenti e che potenziale abbiamo da mostrare anche all'esterno, mi sono battuta insieme a tanti per una nuova sede e continuerò a farlo anche dopo. 

 

Ho contribuito all'autofinanziamento, alle scuole aperte, ho fatto tutto ciò che credevo importante, ma non per qualcosa in cambio solo perché ci credevo e ci crederò ancora. Ho vissuto questi anni a pieno, e sono cresciuta tanto, tecnicamente e anche, soprattutto, come persona, questo solo grazie a chi ha sempre creduto in me, che mi ha sopportato e sostenuta per 5 lunghi anni. Mi mancheranno un sacco di cose, il caffè delle 7.40 alle macchinette, il bar, le ore passate a chiacchiere in portineria o le battute scambiate con i prof sui corridoi ogni tanto, le manifestazioni per la nostra sede, le assemblee passate tra aule corridoi e palestra correndo per risolvere i problemi, le partite ad uno nelle ore di supplenza, le ore di storia dell'arte e di progettazione, le fantastiche ore di laboratorio (l'aula puffo è praticamente diventata nostra), forse mi mancherà un po' anche l'ansia prima delle prove e la gioia dopo averle finite e l'elenco infinito di tutto ciò che è stata routine fino ad ora.

 

Tantissime cose che non dimenticherò facilmente. Ora la scuola è finita e finalmente anche questi tanto odiati esami (che sensazione stupenda), devo ammettere che li ricorderò comunque con piacere (a parte la maledetta ansia che mi perseguiterà sempre). Le sensazioni che provo sono stranissime, tristezza pensando a ciò che non ci sarà più il prossimo anno e alle persone che dovrò lasciare e con cui ho instaurato un bellissimo rapporto d'amicizia (ma che sono sicura non perderò) felicità per avere finito e per i ricordi belli che porterò con me sempre, ma anche un po' di paura per ciò che verrà dopo.

 

Ora voglio solo ringraziare le persone che sono state parte di quest'esperienza, parte importante della mia vita, i professori che sono stati parte dei miei incubi ma anche della felicità per i bei voti e per ciò che mi hanno insegnato, soprattutto chi lo ha sempre fatto con il sorriso, compagni con cui ho condiviso risate, litigate, ore noiose e ore divertenti e bidelle e chi sta sempre in portineria (che non ho mai capito come devo chiamare) che per me sono diventate come seconde mamme e mi hanno sopportata e supportata sempre e comunque solo un sincero grazie di tutto.

 

La mia, la nostra è una scuola stupenda magari sarà difficile da fuori pensarlo ma chi lo ha vissuto può capirlo, se dovessi tornare in dietro rifarei la stessa identica scelta senza cambiare nulla. GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE HANNO PRESO PARTE A QUESTA BELLISSIMA AVVENTURA.

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