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"Ratti, per scovare le mine antiuomo? Vergognoso, mandiamoci la Boldrini" quando il comico sbaglia (clamorosamente) la battuta

Lucio Gardin sul suo profilo Facebook è uno di quelli che ha nel mirino la presidente della Camera e spesso e volentieri la inserisce nei suoi commenti. Ottiene, così, l'applauso facile dei webeti da tastiera ma uno "scusate" per una battuta infelice qualche volta sarebbe bello arrivasse anche da un comico
DAL BLOG
Di Carmine Ragozzino - 29 agosto 2017

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

In uno dei programmi Tv (Sky) più divertenti e intelligenti in circolazione è stata lanciata alcuni mesi fa una pubblicità progresso contro gli “haters”, gli odiatori di professione che infestano i social, (Facebook, Twitter eccetera). Per reagire senza pistolotti tanto inutili quanto incomprensibili ai “webeti” - agli insulti a quell’eroina della vita che è la medaglista paralimpica Bebe Vio - il conduttore Alessandro Catellan ha chiesto la donazione di “neuroni” per riempire almeno un briciolo di vuoto dei cervelli di chi vomita schifezze, retorica, demagogia e quintalate di scemenze. Di chi vomita cliccando.

 

Aderendo alla campagna che seppellisce in una battuta il festival dell’ignoranza che imperversa senza possibilità di censura proponiamo una donazione di neuroni – ne basta anche uno, purché sia bello grande, a favore di un comico. A favore di Lucio Gardin. Sul suo profilo pubblico, il 7 agosto, alle 12.24, Gardin ha postato così: “In Belgio esistono i ratti artificieri addestrati a scovare le mine antiuomo con una capacità 3 volte superiore a qualsiasi macchina. Trovo vergognoso sacrificare un animale, anche se solo un ratto, per scopi di questo tipo. Mandiamoci la Boldrini”. Naturalmente un attimo dopo questo concentrato di scemenza in sei righe di “Fb” i discepoli-fans di Gardin hanno superato il “maestro” nella materia dell’insultologia.

 

 

Illuminante, ad esempio, la concorrenza di un tale che scrive “Lucio, tu sai che generalmente tu e io la pensiamo alla stessa maniera. Tuttavia questa volta devo farti notare che se usano i ratti anziché la Boldrini per trovare mine è perché questa ricerca richiede un minimo di forma di intelligenza”. E via così, risparmiando il resto per non dare di stomaco e per non fare altra pubblicità regresso. Tranquillizzando chi dovesse prepararsi ad accusarci di “liberticidio” ci spieghiamo: nessuna volontà di tappare la bocca al comico. Nessuna volontà di censura. Gardin può blaterare – dentro e fuori il palco – quel che vuole. Come chiunque altro, si assumerà la responsabilità della sua satira vera o presunta. Ma la comicità è una cosa seria.

 

Cercare il comodo applauso di webeti da tastiera partecipando alla gogna anti Boldrini senza nemmeno un accenno di ragionamento non implica sforzo. Non distingue il comico dal guitto. E se la comicità è una cosa seria Gardin è ancora in tempo a concedersi qualche momento di studio. In un altro post, stavolta più recente e cioè del 20 agosto, il Lucio mannaro si dedica all’attualità social-politica. Dopo la strage di Barcellona disquisisce di “Ius Soli”, del diritto di cittadinanza italiana per chi, straniero di famiglia, in Italia è nato e spesso degli italiani è più italiano. Qui Gardin dimostra di essersi informato. Ma male: “Con lo ius soli tra qualche anno potremo saltare in aria grazie a gente che si chiama Mario o Salvatore”. Fa ridere? Fa pensare? Boh. Diciamo che se il comico sale in cattedra c’è il rischio che la sfondi sotto il peso del nulla.

 

Ma torniamo al Gardin che paragona la Boldrini ai ratti (preferendole i ratti). Ripetiamo a scanso di ogni equivoco. Gardin spari pure sterco su chi gli pare, ma lo faccia – per favore e per decenza sua e nostra – utilizzando qualche argomento. Nessuno – certo non noi – vuole redimerlo e convincerlo a cambiare opinione. E capiamo che anche chiedere scusa – in pubblico - per una battuta che non fa ridere si trasforma nel “massimo della pena” che si può infliggere ad un comico. Però forse questa volta ci starebbe. 

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