Contenuto sponsorizzato

Messi-Maradona e la polemica sul bisht che ''Diego non avrebbe accettato''. Ma come si fa a preferire Diego a Lionel come ''esempio''?

DAL BLOG
Di Luca Pianesi - 19 dicembre 2022

Direttore de il Dolomiti

''Maradona non l'avrebbe mai fatto''. ''Questa è la grande differenza tra il ''Dio del calcio'' e Messi''. ''Provate a mettere quella vestaglietta a Maradona che deve alzare la Coppa del Mondo'' (Caressa cit.). In Italia il giorno dopo una finale dei mondiali stratosferica si sta trasformando nel dibattito: ''Messi ora ha raggiunto Maradona?''. E la risposta quasi univoca è: ''No, non lo raggiungerà mai''. Il perché l'ha scritto oggi su La Stampa Gianluca Zonca: ''Non è Maradona, non lo sarà mai, perché Maradona non si sarebbe fatto posare sulle spalle la tunica dall’emiro e, forse, con il suo sdegnato rifiuto, avrebbe dedicato la vittoria alle vittime della sharia. L’uomo che alza la Coppa al cielo di Doha è solo un calciatore sublime, capace, all’età in cui Diego era già un ex, di prendere in carico una squadra di modesti gregari e qualche talento, portandola al trionfo”.

 

Insomma quello che emerge dal nostro nostalgico Paese è che se calcisticamente i due sarebbero, forse, paragonabili, ora che Messi ha conquistato il mondiale, 36 anni dopo Maradona, ma l'uomo Diego era un'altra cosa rispetto all'uomo Lionel. Ma è davvero possibile fare un paragone del genere? E' davvero possibile dire ''no guarda Maradona era un'altra cosa perché non avrebbe accettato il bisht (così si chiama quel ''mantello'' il cui gesto di offrirlo a qualcuno significa riconoscergli enorme rispetto e apprezzamento) dall'Emiro del Qatar''? Se siamo arrivati alla riflessione sulla caratura degli ''uomini'' Messi e Maradona è già il segno che calcisticamente i due, ieri, si sono ''toccati''.

 

Maradona, per chi scrive, resterà più in alto per mille motivi (la maggior parte dei quali personali perché alla fine la nostalgia vince sempre sul presente) ma da ieri Messi lo ha raggiunto conquistando per la sua Argentina il mondiale che mancava, appunto, dai tempi di Maradona. Lo ha fatto da assoluto protagonista coronando una carriera che, spiace dirlo, ha surclassato quella di Diego tra coppe, campionati, titoli personali, gol segnati, record infranti. Si dirà ''ma Maradona ha vinto col Napoli che vale molto di più che col Barcellona o il Psg''. Va bene, diciamolo pure. Ma i numeri restano.

 

Quanto all'uomo il paragone, putroppo, non esiste. Maradona all'età di Messi oggi (35 anni) era tornato nel Boca Juniors. L'anno prima, nel 1994 aveva partecipato al suo ultimo mondiale, quello negli Stati Uniti, concluso con un'infermiera che lo portava via per mano perché risultato positivo al doping, nello specifico all’efedrina un forte stimolante usato anche per dimagrire perché capace di accelerare il metabolismo. Erano già passati tre anni da quando aveva dovuto lasciare Napoli. Perché? Il 17 marzo 1991 dopo un controllo antidoping effettuato al termine della partita di campionato Napoli-Bari (1-0) era risultato positivo alla cocaina.

 

Diego era tossicodipendente come lui stesso ha ammesso nella sua autobiografia dove raccontò di aver cominciato a usare cocaina nel 1982, a 22 anni nel Barcellona. A 20 anni Messi aveva fondato la Fundación Leo Messi, per garantire sostegno, soprattutto medico, ai bambini indigenti e a 23 anni era stato nominato ambasciatore Unicef, giusto per ricordare anche qualche minuscolo aneddoto che riguarda il Messi uomo (e qui parliamo di un ragazzino) oltre che campione di calcio.

 

Maradona ha poi spiegato che una volta arrivato a Napoli, aveva 24 anni, il consumo di cocaina era diventata una vera e propria dipendenza. Tra figli legittimi e illegittimi, guai per evasione del fisco, problemi di peso e di alcolismo oltre che ancora di cocaina, ricoveri in cliniche, due by pass gastrici e il sostegno esplicito a politici come Maduro che ha distrutto il Venezuela dal punto di vista economico e sociale e ha represso nel sangue proteste e oppositori, Diego non può essere ricordato come un modello fuori dal campo.

 

Dire ''Maradona non l'avrebbe mai fatto'' è come dire che Messi ha fatto bene a farlo perché in quanto a scelte personali Maradona, purtroppo, non è stato certamente un ''Dios'' illuminato ma un uomo, piuttosto fragile e immaturo, un ''Dios'' appunto del calcio che alle prese con gli aspetti della vita quotidiana ha fallito, quasi sempre. Messi invece è un campione in campo e fuori. E' un modello, un esempio, in tutto e per tutto. E' un ragazzo che ha fatto del lavoro e dell'abnegazione le sue armi in più che hanno fatto volare il suo talento indiscutibile sul tetto del mondo. Un bambino con problemi di crescita, che però con il pallone tra i piedi diventava un gigante. Un esempio da prendere a modello per grandi e piccini.

 

E forse è proprio per questo che Maradona resterà per sempre nei cuori della gente più in alto di Messi, perché imperfetto nella sua perfezione, un Icaro che si è autodistrutto dopo aver dimostrato di essere ''el diez, el mas grande''. Non un ''Dios'' ma un uomo che riuscì a diventare il più grande nonostante sé stesso.  

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 luglio - 10:47
Parla il massimo esperto dell'Ispra, Piero Genovesi che spiega come il turista francese si sia salvato grazie anche alla conoscenza (''conosceva il [...]
Cronaca
19 luglio - 10:32
Troppo gravi le lesioni riportate dal giovane. L’Acd Valsugana Scurelle: “Ci stringiamo intorano ai familiari di Evan e in particolare a [...]
Cronaca
19 luglio - 10:17
L'associazione animalista annuncia che il Tribunale amministrativo regionale di Trento ha bloccato l'ordinanza di abbattimento per l'orsa che [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato