Da DuDuv il nuovo Django al Deandreologo Pistarini: la musica speciale della settimana postpasquale di Ramè

Ragazzo del 57, giornalista dal 79, troppo piccolo per il 68, ha scansato il 77 ma non la direzione dell’Adige (8 anni 8 mesi e 3 giorni) e la politica (24 mesi in consiglio provinciale tra il 2018 e il 2020)
TRENTO. Ramè è diventato, in meno di due anni, un PLIP, un Piccolo Luogo Imperdibile Prezioso, una delle poche novità culturali degne di questo nome nella nobile città di Trento, che negli ultimi decenni ci ha abituato agli eventi di massa, dai mercatini ai festival agli squadroni sportivi. E invece è bello che aprano e vivano luoghi minimi. Come HarpoLab in piazza Garzetti, per dirne un altro, e come appunto Ramè (dal balinese: “caos creativo”) in via Madruzzo 66, vicino ai Tre Portoni. Dove Piergiorgio Reggio, figlio del pittore dilettante (ma interessante!) Giorgio Reggio, si è inventato una terza vita di mostre d’arte, di fotografia, di musica ai margini del mainstream.
E questa settimana il Plip Madruzzo Sixty-Six ci propone una tripletta veramente imperdibile, imprescindibile, inevitabile direi.
Sentite che sequenza: mercoledì 8 aprile c’è la reincarnazione di Django Reinhardt, vale a dire monsieur Duved Dunayevsky da Paris, dieci dita imprendibili su sei corde, e la chitarra che vola oltre i tristi tempi moderni per riagganciarsi all’Europa di un secolo fa, appena fuori da una guerra e con la temporanea illusione di non precipitare in un’altra. Le 6 corde di DuDuv più le 4 del violino di Federico Zaltron: 10, dieci e lode. Titolo, seduttivo, “String Duets of Love”: che volete di più, dalla vita? Prenotatevi! Su eventbrite.
Si conclude sabato 11 aprile con il quartetto del vibrazionista compositore Alessandro Bianchini, “My Space 24” (outback quartet) con Andrea Pimazzoni (sax tenore), Fabrizio Larentis (contrabbasso) e Giovanni Campanella (batteria).
Si inserisce in bellezza, sempre sabato 11 aprile ma alle 18, il mitico critico musicale Walter Pistarini, che ha almeno tre meriti enormi e incancellabili per noi deandreiani, e non parliamo dei deandreologi: aver creato e per anni (finché la burocrazia dei diritti e del commercio musicale gliel’ha concesso) il miglior sito internet deandreiano del mondo. Aver pubblicato due volumi che sono il primo e il secondo testamento per chiunque voglia conoscere Faber e l’universo esistenzial-culturale che nutriva le sue ineguagliabili canzoni. “De André Talk”, scritto con Claudio Sassi, raccoglie il meglio delle sue interviste e dei suoi discorsi fuori scena, e completa la ricomposizione della Weltanschauung rinascimental-anarchica del Gran Genovese che ci ha lasciato a 59 anni nel 1999, non volendo forse andare a vedere gli orrori del terzo millennio.
L’altra bibbia è “Il libro del mondo”, che spiega con ricchezza inesauribile di dettagli il background di ciascuna delle canzoni del Nostro. Quando vado in giro a parlare di Faber, è un libro che sventolo volentieri, una miniera. Ma non solo parole deandreiane, sabato pomeriggio. La sapienza faberistica di Pistarini sarà arricchita di consonanze musicali con il duo Dualfaber.
Insomma, la tripletta della settimana postpasquale al Sessantasei (Route 66?!?) di via Madruzzo conferma: di PLIP come Ramè, non solo a Trento, pochi ce n’è...












