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All'estero è già realtà, in Italia (come ogni novità) fa paura: ecco il Nutri-Score che classifica alimenti e bevande

Informare i consumatori sulla qualità nutrizionale di alimenti tradizionali come formaggi e salumi non ne demonizza il consumo. D’altra parte il loro impiego sulle nostre tavole, in quantità e frequenze limitate, è del tutto coerente con i principi del modello di dieta mediterranea e con il significato del loro punteggio nella scala Nutri-Score
DAL BLOG
Di Paolo Lupo - 30 dicembre 2019

Mi piace poter influire positivamente sulla salute delle persone con la mia attività, perché uno stile di vita sano non riduce solo il peso, ma regala anche benessere alla vita di ciascuno

Chi durante queste festività si recherà fuori dai confini italiani potrebbe imbattersi nel sistema di etichettatura dei prodotti alimentari confezionati chiamato “Nutri-score”. Si tratta di un meccanismo che prevede etichette colorate il cui uso è già comune tra gli scaffali dei supermercati in altri Paesi Europei come Francia, Germania, Belgio, Olanda e Spagna. L’etichetta - va detto - non è obbligatoria e la votazione riportata sul prodotto alimentare varia dalla lettera A (su fondo verde), via via fino alla lettera E (su fondo rosso), a indicare in modo immediato la salubrità del prodotto alimentare confezionato che stiamo per acquistare.

 

Considerati i crescenti problemi di salute pubblica legati ad alimentazione e stili di vita scorretti, tra cui obesità, diabete, malattie cardiovascolari e tumori, il Nutri-Score è stato adottato da diversi Stati Europei sulla base di informazioni scientifiche e sanitarie che lo convalidano.

 

L’adozione di un sistema di informazione nutrizionale basato sulle etichette dei cibi è raccomandata da tutti i comitati di esperti nazionali e internazionali, in particolare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ritiene che si tratti di una misura efficace per aiutare i consumatori ad adottare comportamenti alimentari più sani. Senza dubbio l’immagine colorata aiuta a giudicare, a colpo d’occhio, le caratteristiche nutrizionali complessive del cibo e a confrontare facilmente cibi simili.

 

Come effetto indiretto, si può prevedere anche che i produttori siano in qualche modo incoraggiati a riformulare la composizione degli alimenti che producono, per esempio riducendo il contenuto in sale, zucchero e grassi per ottenere una votazione migliore. Va detto che il punteggio Nutri-Score ha una base scientifica molto solida, con oltre 40 studi pubblicati su riviste internazionali, incentrati in particolare sulla prevenzione delle malattie croniche attraverso l’alimentazione.

Il punteggio considera il contenuto di nutrienti e alimenti da promuovere (fibre, proteine, frutta e verdura) e da limitare (energia, grassi saturi, zuccheri semplici, sale). Dopo il calcolo, il punteggio ottenuto permette di assegnare la lettera e il colore al prodotto esaminato.

 

Contrariamente a quanto si è sostenuto in Italia nella recente polemica pubblica, il punteggio Nutri-Score non è al momento sostenuto dalla Commissione Europea, che non consente agli Stati membri di rendere obbligatorio un punteggio sintetico (come il Nutri-Score) sull’imballaggio alimentare. Nutri-score non è nemmeno un’arma contro la dieta mediterranea, che è un modello alimentare i cui vantaggi per la salute sono condivisi da tutti i nutrizionisti a livello internazionale. Nella sua versione originale, infatti, è caratterizzata da un abbondante consumo di frutta, verdura, legumi, cereali per lo più integrali, da un moderato consumo di pesce e da un limitato consumo di latticini e carne, salumi e prodotti dolci, grassi e cibi salati. Inoltre, tra i grassi aggiunti favorisce l’uso dell’olio di oliva.

 

Personalmente, ritengo che informare i consumatori sulla qualità nutrizionale di alimenti tradizionali come formaggi e salumi non ne demonizzi il consumo. D’altra parte il loro impiego sulle nostre tavole, in quantità e frequenze limitate, è del tutto coerente con i principi del modello di dieta mediterranea e con il significato del loro punteggio nella scala Nutri-Score.

 

D’altronde, lo scopo del Nutri-Score è fornire ai consumatori un’informazione che consenta di poter confrontare a colpo d’occhio le caratteristiche nutrizionali di prodotti simili. Ad esempio, l’olio d’oliva nella classifica Nutri-Score ha il punteggio migliore tra i grassi aggiunti (votazione C), in assoluta coerenza con le raccomandazioni per la salute pubblica che consigliano di privilegiarlo rispetto agli altri oli vegetali e soprattutto rispetto ai grassi animali. Allo stesso modo, tra le bevande, l’acqua è l’unica classificata in A, mentre tutte le bibite gassate e zuccherate mostrano la lettera E, impressa su un fondo rosso acceso che, quello sì, suggerisce di limitarne al massimo il consumo.

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