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Colpo di fuoco, perché il divieto di impianto di nuovi frutteti professionali di Pomoidee per un anno?

Giancarlo Curzel agronomo ed esperto di frutticoltura internazionale chiede su quale motivazione sia basato questo divieto. Lorenza Tessari che dirige l’Ufficio fitosanitario provinciale e ha concordato il divieto con il dirigente che ha firmato la determina, risponde così
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 19 luglio 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Nella determina riguardante il colpo di fuoco batterico firmata il 1°giugno 2020 dal dirigente del Servizio agricoltura della Provincia di Trento sotto la voce “Nuove misure di contenimento dell’organismo nocivo Erwinia amylovora” al punto 3 si legge che nel territorio dei comuni colpiti dalla malattia è fatto divieto di impianto di nuovi frutteti professionali di Pomoidee per un anno.

 

Giancarlo Curzel agronomo ed esperto di frutticoltura internazionale chiede su quale motivazione sia basato questo divieto. Lorenza Tessari che dirige l’Ufficio fitosanitario provinciale e ha concordato il divieto con il dirigente che ha firmato la determina, risponde che il provvedimento ha scopo cautelativo. Si è tenuto conto della straordinaria virulenza con la quale il batterio ha attaccato soprattutto piante di melo giovani e del fatto che diversamente da quanto succedeva negli anni
precedenti in altre zone del Trentino, l’attacco continua anche dopo l’eliminazione dei getti disseccati.

 

Si ritiene quindi che sia rischioso fare nuovi impianti di melo con varietà di pregio elevato e quindi anche molto più costose della Golden, unica sfuggita al colpo di fuoco. Ci sono fondati motivi che il batterio si sposti sul legno vecchio e dia origine in autunno ad infezioni cancerose sul colletto. Assicurando la ricomparsa dell’infezione nella primavera del 2021.

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