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Drosofila Suzukii in Alto Adige attenzione molto alta, in Trentino meno

Il diverso comportamento può essere dipeso dalla differente entità del danno riscontrata nei vigneti delle due province. In provincia di Bolzano dall’esame di laboratorio si è potuto stabilire che la percentuale degli acini senza uova di drosofila variava da un minimo del 35% sui campioni di Cabernet Sauvignon ad un massimo del 76% su Muller Thurgau
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 23 ottobre 2018

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Da quando la drosofila suzukii è arrivata in Trentino Alto Adige l’attenzione dei tecnici è stata diversa nelle due province, almeno per quanto riguarda la viticoltura. Cauta e propensa a minimizzare presenza e danni da parte dei tecnici della Fondazione Mach. Più decisa quella dei consulenti del Beratungsring.

 

Il diverso comportamento può essere dipeso dalla differente entità del danno riscontrata nei vigneti delle due province. Una circolare riferita all’Alto Adige e datata 11 ottobre 2018 chiarisce le due posizioni. Dal 23 luglio al 2 ottobre in Alto Adige sono stati raccolti 2.731 campioni (50 acini) in 1.202 vigneti coltivati con 26 vitigni diversi. Dall’esame di laboratorio si è potuto stabilire che la percentuale degli acini senza uova di drosofila variava da un minimo del 35% sui campioni di Cabernet Sauvignon ad un massimo del 76% su Muller
Thurgau
.

 

In Alto Adige la sensibilità alla drosofila è molto elevata per l’uva Portoghese, elevata per Schiava e Zweigelt, media per Lagrein, Cabernet sauvignon e Moscato rosa, scarsa per le altre varietà. Il ventaglio varietale del Trentino è costituito da vitigni poco sensibili.

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