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I Chironomidi, moscerini fondamentali per i laghi ma mancano finanziamenti per portare avanti il progetto

Negli anni ’80 del secolo scorso Ferrarese ha compiuto nella Bassa Vallagarina i primi studi sui Chironomidi. Si tratta di moscerini che non pungono l’uomo e gli animali ma rivestono un ruolo importante negli ecosistemi acquatici
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 21 gennaio 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Uberto Ferrarese, entomologo ambientale padovano che si è occupato per trent’anni di zanzara tigre nel Trentino meridionale, è ancora socio corrispondente del Museo Civico di Rovereto.

 

Negli anni ’80 del secolo scorso Ferrarese ha compiuto nella Bassa Vallagarina i primi studi sui Chironomidi.

 

Si tratta di moscerini che non pungono l’uomo e gli animali ma rivestono un ruolo importante negli ecosistemi acquatici.

 

L’esperto vorrebbe riprendere le ricerche proponendo un progetto da condividere con altri gruppi di lavoro ma che necessita di adeguato finanziamento. Leonardo Pontalti ittiologo del Servizio foreste e fauna della provincia di Trento si dichiara favorevole alla proposta.

 

I Chironomidi sono in massima  parte detritivori. Resistono in ambiente acquatico anche a forte presenza di materiale organico che riescono a metabolizzare.

 

Sono anche molto importanti nella catena alimentare di laghi perché rappresentano cibo per i pesci. Biologi del Muse in anni più recenti hanno studiato nel dettaglio i Chironomidi presenti in corsi d’acqua e laghi  presenti nel parco dello Stelvio. 

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