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Il Consorzio vini punta sul Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata ma l'Unione italiana vini ha altri piani

Il Trentino, positivamente, aderisce al progetto di sviluppo qualitativo con tutti i suoi 6.500 viticoltori ma a livello nazionale si punta su altre strade. C'è il rischio di restare isolati?
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 13 aprile 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Nei giorni scorsi è stata data ampia notizia, del rilancio da parte del Consorzio vini trentini, del progetto Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), uno schema di certificazione che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata e riconosciuto a livello comunitario.

 

In quel caso è stato messo in evidenza, in maniera positiva, che il Trentino è l'unico territorio che per il secondo anno aderisce compatto con tutti i suoi 6.500 viticoltori.

 

A questa notizia positiva fa da contraltare l'annuncio che il 18 aprile l'Unione italiana vini rilancerà il progetto Aequalitas il cui contenuto è simile se non uguale a quello dell'Sqnpi con la differenza che sarà aperta l'adesione ai consorzi vini delle altre regioni e quattro avrebbero già dichiarato l'adesione. Ancora una volta, il rischio è di finire per fare le cose da soli senza puntare sul coinvolgimento e sul concetto di rete sovra locale.

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