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Malattia del Pinot Grigio, un enigma tra tesi e cause contrapposte

Segnalata per la prima volta in Trentino nei vigneti di Mezzacorona da Mauro Varner, responsabile dell’ufficio agronomico dell’omonima cantina, la malattia è stata attribuita a un virus diffuso nei vigneti non solo dell’Italia settentrionale ma anche di molti Paesi europei e del mondo
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 20 marzo 2018

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

L’8 marzo 2018 si è svolto a Pordenone un convegno promosso dall’Ersa e dall’Università di Udine sul tema: 'La malattia del Pinot Grigio, attuali conoscenze, attività svolta in Friuli Venezia Giulia e prospettive'.

 

La malattia del Pinot Grigio è un appassionante enigma fitopatologico, perché alcuni aspetti non sono ancora completamente chiariti.

 

Segnalata per la prima volta in Trentino nei vigneti di Mezzacorona da Mauro Varner, responsabile dell’ufficio agronomico dell’omonima cantina, la malattia è stata attribuita a un virus diffuso nei vigneti non solo dell’Italia settentrionale ma anche di molti Paesi europei e del mondo.

 

Non sempre la presenza dà luogo a sintomi evidenti.

 

La diagnosi iniziale, confermata dall’Università di Bari, non è stata mai condivisa dal gruppo di docenti che fa capo al professore Ruggero Osler dell’Università di Udine che la attribuisce a carenza di Boro.

 

A Pordenone, dice Osler, la nostra tesi è uscita largamente battuta con 40 punti su 2. Abbiamo però proposto di avviare insieme una nuova serie di ricerche condivise gestita da rappresentanti delle due tesi. 

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