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Sempre meno impianti di Marzemino: il vino vende poco e il vitigno richiede molta cura ma c'è speranza

Da parte dei ricercatori della Fondazione Mach e dei tecnici di Cavit sono stati selezionati nuovi cloni che potrebbero elevare la qualità dell’uva e del vino Marzemino
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 20 ottobre 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Sono pochissimi i nuovi impianti di Marzemino anche nelle due zone tipiche di Isera e dei Ziresi di Volano. La conferma è stata data in occasione della proclamazione dei vincitori del premio “La vigna eccellente” giunto alla 18° edizione che si è svolta il 13 ottobre a Isera.

 

I motivi sono diversi, dice Roberto Menegoni che ha svolto per 30 anni le mansioni di consulente tecnico della Cantina Vivallis di Nogaredo. Il vino Marzemino incontra difficoltà di vendita in Italia e all’estero. Il vitigno richiede molta cura nell’esecuzione dei vari interventi agronomici.

 

L’80% degli impianti attuali è costituito da viti appartenenti al clone 18 molto produttivo ma sensibile a varie fitopatie. La qualità dell’uva e del vino Marzemino è molto legata al territorio e si discosta dal livello ottimale se il vigneto è coltivato in zone diverse dalle tradizionali.

 

Menegoni conclude l’elenco delle negatività con un auspicio per il futuro. Da parte dei ricercatori della Fondazione Mach e dei tecnici di Cavit sono stati selezionati nuovi cloni che potrebbero elevare la qualità dell’uva e del vino Marzemino e consentire alla cantina di Isera di aumentare di conseguenza il prezzo pagato per l’uva conferita.

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