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Tempesta Vaia, il coronavirus blocca gli spostamenti e mancano le ditte per portare avanti l'esbosco

Il mancato rientro è dovuto al calo notevole del prezzo del legname recuperato. Sono i comuni, le Asuc e i proprietari privati a doversi accollare il compito di far rientrare le ditte o assoldarne di nuovo
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 02 giugno 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

L’autorizzazione a riprendere il lavoro di esbosco nei distretti schiantati dalla tempesta Vaia non ha purtroppo comportato il rientro di tutte le ditte provenienti dall’estero (Svizzera, Austria, Germania) sui cantieri precedentemente avviati in Trentino.

 

Il mancato rientro è dovuto al calo notevole del prezzo del legname recuperato. Sono i comuni, le Asuc e i proprietari privati a doversi accollare il compito di far rientrare le ditte o assoldarne di nuove.

 

Non è quindi immotivato l’appello raccolto negli ambienti interessati al recupero del legname da esboscare (50%) rivolto alla Provincia e alla Cciaa perché si facciano carico del reperimento di imprese dietro offerta di un prezzo del legname garantito dall’ente pubblico.

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