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"Viticultura 4.0", salta la presentazione al Vinitaly per le fughe in avanti della Fem

Il rilancio del genoma editing applicato alla vite da vino è previsto nel progetto che vede la Fem partner di altre 7 realtà. Martedì ci sarebbe dovuta essere la presentazione a Verona ma è saltata
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 13 aprile 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Risale agli inizi del 2016 lo stanziamento, da parte del ministro per le politiche agricole Maurizio Martina, di 21 milioni di euro a favore della sperimentazione di biotecnologie innovative per il miglioramento genetico di piante coltivate classificate sostenibili perché diverse da quelle che portano alla creazione di piante Ogm. Si dava spazio alla cisgenesi e al genome editing in attesa che l’Unione Europea dichiarasse queste tecniche di avanguardia diverse dalla transgenesi. Il Centro sperimentale per la viticoltura di Conegliano Veneto si rese promotore di un convegno nazionale aperto a tutti gli istituti di ricerca in grado di collaborare a progetti concordati e condivisi.

 

Nell’occasione la Fondazione Mach, pur essendo ente privato e non dipendente dal Mipaaf si dichiarò disponibile a mettere a disposizione l’esperienza di laboratorio maturata nella genomica di base e applicata. Non è dato sapere se lo stanziamento è ancora disponibile o se invece ha seguito una o più strade diverse da quelle indicate dal ministro Martina. Il rilancio del genoma editing applicato alla vite da vino è previsto nel progetto “Viticoltura 4.0” che avrebbero dovuto presentare l’11 aprile al Vinitaly di Verona da un gruppo di sette Istituti di ricerca e Università del Triveneto di cui fanno parte anche l’Università di Bolzano e la Fondazione Mach.

 

Il progetto, però, non è stato presentato. Perché? Perché agli altri partner non è piaciuto il fatto che la Fem avesse anticipato l'argomento con due incontri: uno con i viticoltori (dove aveva spiegato la anticipato alcuni degli aspetti chiave dei progetti sui vitigni resistenti) e uno, proprio al Vinitaly, doveva aveva presentato la collaborazione con l'azienda Banfi che consentiva la messa a dimora di 6 vitigni tolleranti alla botrite seguita dai tecnici della stessa Fondazione. Azioni lodevoli ma che sono state lette come delle fughe in avanti non condivise dagli altri istituti coinvolti nel progetto "Viticultura 4.0".

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