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Scontro Cassa Centrale Banca – Pat: ''Quale sarà la strategia di Fugatti rispetto al futuro di Mediocredito? Si crei una banca ad azionariato popolare''

Tutti "silenti" sulle strategie, evidentemente a questo punto divergenti, degli attori in campo, riguardo alla delicatissima questione Mediocredito. A breve la Giunta trentina dovrà, infatti, decidere che fare delle proprie quote di possesso dell’istituto di via dei Paradisi
DAL BLOG
Di Walter Alotti - 28 dicembre 2019

Attuale segretario generale della Uil in Trentino è giornalista pubblicista dal 2014

Sullo scontro in atto tra Provincia e Cassa Centrale Banca ci si focalizza ancora sulle fusioni degli istituti di credito e sui sempre più probabili destini di Cassa Centrale Banca, il gruppo bancario di credito cooperativo delle "ex" Casse Rurali Trentine, ormai divenuto, vocato e impegnato sempre più nel mercato bancario del credito nazionale.

 

Questo si desume sia dall’evoluzione in atto della vicenda "Carige", ma anche dall’ultima querelle sugli effettivi poteri di vigilanza della Provincia sul credito locale, previsti dallo Statuto di autonomia, ma che sembrerebbero superati dall’ordinamento europeo in tema di credito e banche.  

Nessuno dei commentatori ha fatto un passettino in avanti in più. Tutti "silenti" sulle strategie, evidentemente a questo punto divergenti, degli attori in campo, riguardo alla delicatissima questione Mediocredito. A breve la Giunta trentina dovrà, infatti, decidere che fare delle proprie quote di possesso dell’istituto di via dei Paradisi: se lasciare cioè a Cassa Centrale Banca, ormai gruppo nazionale, oppure al mercato, il destino dell’ultima banca di investimenti territoriale. Un'altra strada è quella di raddoppiare le quote, acquisendo anche quelle altoatesine, e avere così la maggioranza azionaria dell’istituto bancario.

 
Certo, quest’ultima soluzione troverebbe il consenso e l’appoggio, solo politico però, degli imprenditori trentini, dagli industriali agli artigiani, che si sono sì lanciati in forti appelli alla Giunta provinciale di coinvolgimento e salvaguardia del credito alle imprese locali, senza però assumersi la responsabilità di un minimo, credibile, impegno concreto all’investimento diretto in questa futura banca del territorio.

 
La Uil crede più coerente e opportuno, tenendo conto anche delle ormai deteriorate relazioni "politiche" tra i soggetti coinvolti, l’altra scelta possibile della Giunta Fugatti. Quella cioè di non "regalare" le proprie quote a Cassa Centrale Banca, ma piuttosto venderle veramente, a prezzi di mercato ai privati, viste pure le crescenti difficoltà del bilancio provinciale, in modo da rinvenire così anche risorse da reinvestire sul territorio in opere strutturali, non solo sulla carta, per riavviare davvero lo sviluppo e la crescita economica.

Così facendo sarebbe inoltre  possibile, proposta che la Uil rilancia da tempo, la trasformazione di Mediocredito Trentino Alto Adige in una banca di territorio, ad azionariato popolare, col coinvolgimento certo di qualche gruppo finanziario provinciale, delle diverse multinazionali locali, e proprio di quegli imprenditori trentini, oggi preoccupati, ma non ancora disposti a investire e rischiare qualcosa per mantenere una banca di interesse locale forte e indipendente, sganciata tra l’altro dagli orientamenti politici delle Giunte provinciali di turno. 

 

Il vantaggio, anche per i comuni cittadini azionisti, sarebbe quello di avere a fine anno magari dei dividendi e un vero valore della loro quota da vendere, se necessario, oppure da tenere come investimento.

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