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Andreatta: "Pronti ad assumere nuovi vigili urbani nel 2018" e sul futuro stadio: "Non può essere realizzato in destra Adige"

In occasione degli auguri di fine anno con i giornalisti il sindaco Andreatta ha parlato degli interventi fatti e del futuro di Trento. Per quanto riguarda il governo nazionale c'è l'apprezzamento per Gentiloni: "Una persona sobria e aperta al dialogo"

Di G. Fin - 28 dicembre 2017 - 18:36

TRENTO. Dai futuri progetti sulla mobilità per la città di Trento al nodo della sicurezza con la decisione di assumere nuovi agenti di polizia locale per il 2018. Il sindaco Alessandro Andreatta ha parlato di presente e futuro per la città di Trento, in occasione dell'incontro con i giornalisti per gli auguri di fine anno, senza tralasciare le questioni politiche riconfermando la sua volontà di terminare la propria esperienza nel 2020.

 

Uno dei temi sempre tanto discussi a Trento è quello della sicurezza. In questi anni si sono fatte tante cose ma spesso gli effetti non si sono percepiti. Cosa rimane da fare ancora?

In questi ultimi anni sulla città sono stati fatti almeno 12 interventi importanti e di vario tipo. Non abbiamo intenzione, però, di fermarci. Nel 2018 assumeremo 3 o 4 nuovi agenti della Polizia locale a tempo indeterminato. Punteremo poi alla formazione nelle scuole in termini di prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti e punteremo a lavorare più a stretto contatto con le altre forze dell'ordine. Ho chiesto anche che ogni 4 – 6 mesi ci sia un report sull'attività delle unità cinofile.

 

La tanto attesa Daspo che è stata approvata quest'anno sta portando dei risultati?

L'abbiamo votata con la consapevolezza che non sarebbe stata la panacea di tutti i mali. Fino ad oggi avremmo comminato circa una ventina di Daspo segnalate tutte al questore. Per la sicurezza della città dobbiamo tener presente che le soluzioni sono molteplici.

 

Uno dei problemi  è anche quello dei muri imbrattati. Sul quel versante cosa si vuole fare?

Vogliamo iniziare una 'battaglia' più dura nei confronti di chi imbratta i muri in città. Magari con una collaborazione maggiore tra le forze dell'ordine per cogliere sul fatto questi soggetti ed iniziare a farli ripulire.

 

Alcuni dicono “Andreatta ama fare da solo”. Lo pensa anche il presidente della Provincia Ugo Rossi. Cosa ne pensa? Come sono i rapporti con la Provincia?

I rapporti sono ottimi. Io ho regolari contatti con l'assessore Carlo Daldoss ma anche con Mellarini e Mauro Gilmozzi che conosco bene da diversi anni. Con l'assessore Olivi per questioni che riguardano il lavoro, con Luca Zeni per il sociale e anche conFerrari. Di confronti ne ho avuti poi con l'assessore Dallapiccola. Non ho alcun problema in tal senso, anzi, nel dialogo continuo ci sono state convergenze importanti che hanno generato percorsi utili. E' fisiologico che ci siano poi dei momenti di tensione o di conflitto che devono però portare ad una mediazione e ad un nuovo equilibrio più avanzato. Purtroppo al giorno d'oggi quello che manca è una politica 'de visu'.

 

Il 2018 sarà anche un anno importante non solo per i tanti eventi che ospiterà la città di Trento ma anche per le opere urbanistiche che verranno messe in campo.

E' stato fatto molto in questi anni basta vedere alcune zone della città che si sono sviluppate e cresciute. Ci sono ancora alcuni importanti interventi da pensare e fare. Dalla nuova piazza a San Donà al parcheggio a Villamontagna oppure all'intervento ai Solteri all'ex Atesina dove la comunità ci ha chiesto spazi verdi e di aggregazione e tanti altri.

 

Per il nuovo stadio ci sono idee?

Io ho un grandissimo rispetto per gli studi fatti ma lo stadio non può andare in destra Adige. Si era pensato a Ravina ma in questo caso serve l'espropriazione di alcuni terreni. Un'altra opzione è l'area S. Vincenzo dove si potrebbe pensare a dei campi di allenamento per i giovani, si parla di funzione leggera. Quello dello stadio è invece una funzione importante anche di aggregazione. Sono questioni da valutare molto attentamente.

 

Per realizzare nuove opere servono però soldi. Con le ristrettezze di bilancio il Comune dove troverà i finanziamenti?

Anche in questo caso le ipotesi sono molte. Ci può essere un leggero aumento delle tariffe ma questo sistema non mi trova d'accordo perché l'opera da finanziare in questo modo necessita giustamente di un'ampia condivisione. Lo stesso vale per l'adozione di una tassa di scopo. Vedo invece in modo migliore la possibilità di assumere dei mutui. Sono comunque questioni che ancora devono essere discusse.

 

Parlando di politica, come vede ad oggi la situazione del Partito Democratico?

E' un partito importante e di riferimento. Bisogna ora capire cosa succederà con le elezioni e il mio auspicio è che in questi mesi il Pd recuperi il terreno perso. E' comunque il partito più strutturato in Italia ed ha una sua proposta politica completa di governo. Ho sempre molto apprezzo Gentiloni, perché ha agito in modo responsabile ed è una persona sobria molto aperta al dialogo e al confronto.

 

La situazione politica a livello provinciale in vista delle elezioni di ottobre?

Non c'è un'alternativa valida all'attuale coalizione di centro sinistra autonomista. Il suo perimetro si può allargare ma per farlo ci deve essere la condivisione di tutte le forze politiche che lo compongono. Per quanto riguarda il futuro presidente dalla Provincia il confronto che si è aperto ritengo debba chiudersi al più presto per lavorare con serenità e impegno presentandoci uniti con proposte chiare e concrete.

 

 

 

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