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Furto alla Rai, accusa e difesa trovano un accordo ma il giudice rifiuta i termini del patteggiamento

Il 40enne aveva scassinato la macchinetta del caffè portando via un centinaio di euro di monete. Al momento dell'arresto trovato in possesso di alcune macchine fotogrtafiche, una prelevata da ignoti alla scuola elementare della Clarina

Di db - 03 novembre 2017 - 12:21

TRENTO. Dovrà aspettare ancora qualche giorno per sapere che ne sarà di lui il 40enne trentino detenuto nel carcere di Spini di Gardolo dal febbraio scorso. Oggi la richiesta di patteggiamento avanzata da accusa e difesa è stata rigettata dal giudice. Lunedì sarà riformulata e un altro giudice si dovrà pronunciare.

 

Già noto alle forze dell'ordine, era stato acciuffato dai carabinieri per il furto avvenuto qualche giorno prima alla sede Rai di Trento, identificato come autore dal riscontro con le immagini delle telecamere interne dell'emittenti televisiva di via Perini.

 

Aveva raggiunto la zona ristoro accedendo da un terrazzo posto al primo piano e forzando la porta-finestra. Dopo aver atteso l'allontanamento della guardia giurata della Ronda Atesina, aveva scassinato le macchinette di caffè e brioche, portando via le monete contenute per un valore di poco meno di 100 euro e un portatile IBM.

 

Al momento dell'arresto era stato trovato in possesso di una borsa con all’interno 5 macchine fotografiche di vario genere e modello, una delle quali asportata da ignoti alla scuola elementare della Clarina.

 

Le accuse sono quelle di ricettazione e di furto in abitazione. Ma la richiesta di accusa (rappresentata dalla vice procuratore onoraria Federica Chesini) e difesa (rappresentata da Fabio Valcanover) è la derubricazione a furto, perché la sede Rai è un luogo di lavoro e non un'abitazione. Ma il mancato assenso del giudice al patteggiamento è stato dovuto ad altri motivi.

 

Sul reato più grave, ovvero la ricettazione, l'accordo tra le parti chiedeva al giudice di avallare il riconoscimento della tenuità del fatto, considerato che di una sola delle macchine trovate in possesso all'imputato è provata la provenienza illecita.

 

Ma questo non è stato condiviso, e non è sfuggito al giudice, la dottoressa Greta Mancini, che sull'autore del furto e della ricettazione grava una recidiva specifica infra-quinquennale reiterata. Lunedì prossimo sarà un nuovo giudice a valutare la proposta, che forse difesa e accusa cercheranno in queste ore di modificare. 

 

 

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