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Mori Colli Zugna, la lettera del direttore Tranquillini ai soci: ''Se lo volete abbiamo ancora una lunga strada da fare assieme''

Pronto a tornare in sella, l'enologo scrive ai soci: "Per me lasciare la cantina è lasciare un pezzo di cuore e se vorrete far ritornare la nostra cantina ad essere la più bella del Trentino io sarò al vostro fianco"

Pubblicato il - 25 novembre 2017 - 19:14

MORI. Questa è la lettera che Luciano Tranquillini, il direttore della Cantina Sociale Mori Colli Zugna messo alla porta dell'attuale Consiglio di Amministrazione, ha spedito ai 600 soci. Un chiarimento ma anche un auspicio per il futuro (che lo vedrebbe ancora protagonista).

 

Cari Soci, o meglio Cari Amici,

 

Mi rivolgo a voi, a voi che ricordatelo sempre, siete i veri proprietari della cantina.

 

La prima cosa che devo dire è grazie. Grazie per la solidarietà, per la stima, e grazie ancora per l'affetto che mi avete dimostrato in questo momento difficile per me e per la mia famiglia.

 

Durante l'assemblea del 24 ottobre, il vedervi in piedi ed essere applaudito è stato per me motivo di grande soddisfazione ma soprattutto la dimostrazione che quanto avevo fatto per la cantina e quindi per voi mi era stato riconosciuto e apprezzato. 

 

Ora sono stato licenziato! Dopo aver prodotto dei risultati rilevanti, che verranno riportati anche dal bilancio (aumento di circa due milioni di fatturato sull'ultimo esercizio, raddoppio del fatturato enoteca, incremento sensibile del liquidato ai soci, implementazione del conto lavoro, ecc...) e portato la nostra cantina tra le 100 migliori in Italia, con riconoscimenti su importanti giornali, nei vari concorsi enologici, a manifestazioni di grande rilievo, sono stato licenziato!

 

E perché? Mentre ero in ferie è stata autorizzata dal presidente un'iniziativa non conforme ai protocolli che è poi stata rilevata dagli ispettori. Al rientro dalle ferie mi sono assunto la responsabilità solo per senso del dovere. Ma invece di ricevere un ringraziamento mi sono trovato su tutti i giornali.

 

In pratica, alcuni amministratori hanno pensato bene (anzi male) di comunicare subito alla stampa il fatto che mi ero preso la colpa del problema, finendo così per provocare a me e alla cantina un danno di immagine enorme. 

 

A distanza di qualche settimana si è potuto capire il perché di tanta fretta nel 'lavarsi le mani' e scaricare la colpa sul sottoscritto. A quanto sembra il nostro presidente, come confidato ad un responsabile (conversazione registrata), conosceva bene e per tempo la criticità sollevata dagli ispettori della Federazione, ma non l'ha risolta o non l'ha voluta risolvere...

 

E questo è stato solo l'inizio di una serie di comportamenti a mio avviso censurabili. 

1. Ai giornali è stata mandata la 'ammissione di colpevolezza' che avevo firmato per salvaguardare il buon nome della cantina, senza capire che 'scaricandomi' in questo modo non si andava solo a infangare ingiustamente la mia reputazione ma anche quella della Cantina. Così come è successo, visto infatti che il mio nome è finito su tutti gli organi di informazione regionale associato a quella che è stata fatta assurdamente apparire come una specie di frode, mentre si trattava di una irregolarità amministrativa che poteva essere evitata (non da me che ero in ferie) ma che comunque nei fatti è stata, nell'arco del tempo, ampiamente superata.

 

2. A Voli Soci è stato nascosto il mio licenziamento. Risulta infatti che: - Il giorno 23 ottobre il presidente mi ha mandato una email comunicandomi il licenziamento senza neppure rispettare la procedura che prevede obbligatoriamente di sentire le mie spiegazione; - Il giorno successivo all'assemblea è stato detto a Voi Soci che non ero stato licenziato ma solo sospeso, nascondendoVI in questo modo la verità; - Quando è emerso che ero stato licenziato a Vostra insaputa, il presidente mi ha mandato una seconda lettera di licenziamento, come se il primo non fosse mai stato comunicato, andando a complicare ancora di più i rapporti invece di pacificarli.

 

In poche parole, la mia 'colpa' è stata quella di eseguire quanto indicatomi dal nostro presidente, il quale prima mi ha fatto scrivere una relazione nella quale mi assumevo tutte le responsabilità per poi usarla contro di me come atto di accusa/confessione per farmi diventare il capro espiatorio della situazione.

 

In questo periodo sono girate voci di ogni genere e tipo sul mio conto, sia sotto il profilo professionale ma soprattutto sotto il profilo personale; sono state dette e divulgate da taluni le peggiori nefandezze su di me, nefandezze che hanno coinvolto anche i miei affetti più cari, e questo per me è inaccettabile!

 

Al di là di invidie e personalismi, la mia domanda è: volgiamo ancora fare gestire la cantina dagli attuali amministratori? Persone che già da quando sono stato licenziato praticano sconti a clienti quando questi erano stati già avvertiti da me sul dovuto aumento dei prezzi visto che quest'anno l'uva era poca e voi lo sapete bene.

 

Tutte le uscite infondate sui giornali, secondo voi, hanno fatto bene alla cantina? O hanno solo attirato sulla Cantina un'attenzione mediatica deleteria e lesiva dell'immagine globale della Cantina che in questi anni ci eravamo faticosamente conquistata?

 

E' chiaro che questa situazione mi rammarica molto ma non intendo accettare queste umiliazioni visto il mio leale operato a favore della Cantina e di Voi Soci. Come potete ben capire, a fronte di un licenziamento infamante, io devo tutelare la mia reputazione professionale e, se non ci sarà da parte della cantina un'iniziativa che sgomberi ogni dubbio sulla mia onestà e correttezza professionale, dovranno essere le autorità competenti a pronunciarsi.

 

Anche per questo in queste settimane sono rimasto in silenzio a subire tutto quello che ho subito: per affetto verso la Cantina e perché ho fiducia in Voi. Sono stato avvicinato da alcuni rappresentanti della Cantina con proposte economiche di vario tipo perché io mi defilassi in silenzio.

 

Ho però deciso di non prendere in considerazione queste proposte perché penso che se Voi lo volete abbiamo ancora un bel pezzo di strada da fare assieme.

 

Per me lasciare la cantina è lasciare un pezzo di cuore e se vorrete far ritornare la nostra cantina ad essere la più bella del Trentino io sarò al vostro fianco.

 

Grazie a tutti, 

Luciano Tranquillini

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