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| 21 nov 2017 | 20:18

Vaccini, più di cento al presidio a Trento: ''Libertà di scelta"

Alcuni sono andati a Roma davanti alla Consulta ma molti si sono radunati nel capoluogo. La manifestazione in occasione dell'udienza davanti alla Corte Costituzionale sulla legge Lorenzin

di db

TRENTO. Chi ha potuto è andato a Roma per radunarsi sotto al palazzo della Consulta, nel giorno in cui la Corte decide sulla costituzionalità della legge sull'obbligo vaccinale. Ma come è successo in molte altre città italiane, anche a Trento il popolo dei no-vax si è radunato in piazza.

 

Nel capoluogo hanno scelto piazza Pasi, riempita con più di un centinaio di manifestanti. Sui cartelli la scritta che da mesi è diventata lo slogan ufficiale: "Libertà di scelta". Ma su altri cartelli le immagini di neonati con scritto: "Noi siamo danneggiati gravi da vaccino".

 

Tante mamme con i bambini al seguito, famiglie intere convinte che i vaccini fanno male. Famiglie che per ora hanno rispettato la legge, prendendo l'appuntamento all'Azienda sanitaria per la vaccinazione dei propri figli, potendo così mandarli al nido e alla materia, ma che non si sa cosa faranno al momento dell'inoculazione.

 

Per ora aspettano la convocazione che avverrà ormai l'anno prossimo. "Noi non diamo indicazione - spiega uno degli organizzatori della protesta - noi ribadiamo che chiunque ha la libertà di scelta sulle cure, e la decisione sui figli spetta al genitore". 

 

Nelle settimane scorse sono avvenuti casi di bambini lasciati fuori dalla scuola perché ritenuti, in base alla delibera di Giunta, non conformi. Casi poi rientrati, ma che potrebbero ripresentarsi a inizio anno quando i rinvii degli appuntamenti saranno terminati. 

 

"A quel punto chissà cosa sarà successo - spera qualcuno - magari la legge sarà stata abrogata". O più semplicemente i bambini non vaccinati staranno a casa con la mamma o con il papà. "La scuola è aperta a tutti dice la costituzione". Ma non a quelli non vaccinati, dice la legge.

 

La questione non sembra chiusa. Indipendentemente dalla pronuncia della Consulta. Si ripresenterà a gennaio, l'anno prossimo e quello successivo. Il movimento no-vax forse non è cresciuto, i numeri delle manifestazioni sono su per giù gli stessi, ma lo zoccolo duro è ben organizzato anche in Trenino

 

 

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