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| 04 nov 2018 | 16:50

Anarchici in azione, bruciati due escavatori parcheggiati nell'Area ex-Alpe. Valduga: ''Gesto incomprensibile''

E' successo questa notte a Borgo Sacco dove si dovrebbe realizzare un parco, un asilo e una scuola materna. I mezzi bruciati sono della ditta Misconel quella che aveva lavorato al Vallo Tomo

Anarchici in azione, bruciati due escavatori parcheggiati nell'Area ex-Alpe

ROVERETO. La pista è sempre la stessa: quella anarchica. E anche le motivazioni sono, come al solito, incomprensibili. Questa notte qualcuno ha pensato bene di dare fuoco a due escavatori parcheggiati all'interno dell'area ex-Alpe, a Rovereto.Si tratta di due mezzi che stavano lavorando alla bonifica della zona da eventuali residuati bellici per poi dare il via alla costruzione del Polo 0 - 6 anni della Città della Quercia che prevede la realizzazione di un asilo nido e di una scuola materna, oltre che di un parco.

 

L'attentato, quindi, ai mezzi della ditta Misconel Srl pare per questo ancor più assurdo e incomprensibile. Sul posto sarebbe stata trovata la scritta ''Vendetta per le Fratte'' e la ditta Misconel Srl era stata quella che si era occupata della realizzazione proprio del Vallo Tomo a Mori (la Tribù delle Fratte era quella che si opponeva alla realizzazione dell'opera). Quindi potrebbe trattarsi di una sorta di stupida ritorsione.

 

"Ogni atto di violenza e prevaricazione, in qualsiasi forma espresso, va severamente condannato - spiega il sindaco di Rovereto Valduga - indipendentemente dalle ragioni di una eventuale protesta perché non c'è protesta che giustifichi atti come questi, tanto più quando vengono condotti contro una impresa che sta lavorando per restituire alla collettività un importante brano di città, dove troveranno sede un parco e una scuola. E' dunque un atto insensato e irresponsabile, contro una comunità civile che in quel luogo sta programmando il proprio futuro. Quali siano la matrice, le motivazioni e quali siano i responsabili sta alle forze dell'ordine ricostruirlo e comunicarcelo: le indagini sono in corso. Ci auguriamo possano portare presto ad identificare i colpevoli autori di questo assurdo gesto''.

 

La bonifica da residuati bellici, va detto, è un'operazione che viene compiuta per verificare, appunto, che non ci siano oggetti di questo tipo e per permettere, poi, a chi dovrà lavorare nei cantieri di farlo in sicurezza. La speranza è che non venga trovato nessun residuato (che rallenterebbe anche la costruzione delle opere previste e attese nella frazione di Borgo Sacco) e che si possa, quindi, procedere il prima possibile con i lavori. Anarchici permettendo.

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