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Aule studio in città, il Collettivo Refresh torna sul problema. ''Meno di 2 mila posti per 16 mila studenti''

Gli studenti: "Martedì 13 febbraio a Sociologia un momento di confronto aperto e libero in Ateneo, per condividere assieme l’idea di un’università costruita sulle esigenze di chi la attraversa e non di chi la amministra"

Pubblicato il - 06 febbraio 2018 - 18:09

TRENTO. Il problema della carenza di aule studio in città è annoso e la questione torna spesso all'ordine del giorno giorno delle battaglie studentesche portate avanti dal Collettivo universitario Refresh.

 

"È già passato un anno dal provvedimento che ha portato alla riduzione dell'orario di apertura della Biblioteca Cavazzani (CIAL) in seguito all'apertura della BUC e come studenti e studentesse di questo ateneo anche quest'anno ci siamo trovat* a fronteggiare la carenza di aule studio".

 

"Un problema - affermano gli studenti - che certo non è nuovo, ma che si fa sentire ogni anno di più, pronto ad esplodere con la puntualità della sessione. L’anno scorso - ricorda il Collettivo - abbiamo ottenuto la riapertura del CIAL di via Verdi, invitando studenti e studentesse a proseguire nello studio, garantendo noi l’apertura prolungata dell’aula studio".

 

"Tuttavia il taglio di 150 posti è stato imposto con rigoroso successo anche quest’anno e il Rettore, pur riconoscendo il problema dei posti studio come reale, continua a prendere decisioni escludendo la maggioranza della componente universitaria e proponendo soluzioni-tappabuco provando a far tacere le lamentele".

 

"Quest'anno ci ritroviamo nuovamente con lo stesso problema, visibilmente aggravato dalla chiusura di alcune aree della BUC in determinati orari (la sera e durante i weekend). Nell'ateneo trentino le iscrizioni ammontano a 16.396 studenti e studenetesse e i posti studio disponibili nel polo di città sono solamente 1.777".

 

"È nata così l'idea di raccogliere firme, opinioni, lamentele e desideri nelle varie facoltà del centro e davanti alle biblioteche provando ad immaginare un percorso collettivo che miri alla risoluzione del problema". E le firme raccolte sono state 300.

 

"Ora vogliamo confrontarci con chi ha firmato e con chi avrebbe voluto farlo. Per farlo abbiamo deciso di organizzare un momento di confronto aperto e libero in università, martedì 13 febbraio, alle 18 a Sociologia, per condividere assieme l’idea di un’università costruita sulle esigenze di chi la attraversa e non di chi la amministra".

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