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Botte in un locale a Pergine: miccia accesa dagli ultras dell'hockey. Il racconto della barista rimasta ferita

Il tutto è iniziato con fumogeni e petardi fuori dalla "Vecchia Pergine", storico ristorante in centro, per poi finire in rissa. Colpita alla gamba e costretta a casa per due giorni la cameriera che cercava di calmare gli animi: "Un tale livello di maleducazione l'abbiamo visto raramente"

Di Tiberio Chiari - 12 January 2018 - 19:57

PERGINE. "Importante. 4/1/18 ore 1.15, scoppia una rissa in Vecchia Pergine. Coinvolti io, un cliente e otto ultras dell'hockey di Pergine". E' questo l'incipit del post Facebook scritto da Tatiana Sartori, barista e cameriera dello storico ristorante e pizzeria "Vecchia Pergine" di via Maier, uno dei pochi locali nella cittadina della Valsugana aperto fino a tardi.

 

Una rissa che ha finito per coinvolgere anche membri dello staff impegnati a lavorare dietro al bancone e a causa della quale Tatiana è finita al pronto soccorso e ne è uscita con una prognosi di due giorni dovuta a una botta alla gamba.

 

"Ho scritto il post - ci racconta Tatiana - per spiegare una volta per tutte cosa è successo, in modo oggettivo". Le poche righe sul profilo della giovane spiegano in modo molto esaustivo l'accaduto: "Ora, se scrivo questo post è perché in primis sono felicissima di ritornare al lavoro dopo questi due giorni di assenza per infortunio sul lavoro. Sono felice di ritornare nell'ambiente che tanto amo, e che mi da un sacco di soddisfazione per il rapporto che ho instaurato con clienti e sopratutto con colleghi e capi. Ma purtroppo se scrivo questo post è anche per raccontare l'altro lato della medaglia, ossia a cosa, noi dello staff, siamo obbligati a sopportare".

 

"I tifosi degli Ultras Pergine - spiega Tatiana - erano di ritorno da una trasferta (la partita si era giocata a Merano, ndr)". "Quella notte (la notte del 4 gennaio 2018ndrun gruppo appartenente agli ultras ha acceso torce e fatto esplodere una bomba fuori dal locale. In seguito alla mia richiesta di porre fine a tale disturbo della quiete pubblica, è iniziata un'accesa discussione e lite tra la sottoscritta e un tifoso in particolare, dapprima fuori dal locale e in seguito all'interno. Vista l'inutilità delle mie parole sono rientrata seguita da l'individuo in questione, che non abbastanza soddisfatto del rumore già creato, ha pensato bene di mettermi le mani addosso spingendomi lievemente mentre si concludeva l'accesa discussione".

 

"A questo gesto è seguito l'intervento del cliente presente che ha scaraventato un ultras per terra per prendere le mie difese. Gesto di certo altrettanto poco intelligente e controproducente. Il resto che è seguito è stato puro delirio da parte di entrambe le parti, e per lo staff stesso è difficile capire chi e in che misura abbia contribuito alla rissa. Nel tentativo mio e della titolare di scongiurare un pestaggio di massa, ho ricevuto un forte colpo alla gamba destra".

 

A questo punto, lo staff della "Vecchia Pergine" ha deciso di chiamare i carabinieri: "Infine il macello si è dissipato quasi per incanto durante la chiamata effettuata dalla mia collega alle forze dell'ordine". I carabinieri di Levico sono arrivati sul posto per raccogliere le testimonianze dello staff. "La situazione - continua Tatiana - è stata considerata esagerata e i carabinieri mi hanno consigliato, a quel punto, di andare al pronto soccorso per un controllo".

 

"Il giorno dopo mi sono recata in pronto soccorso ed in seguito al referto rilasciato ho avuto due giorni di infortunio. Questo è quanto. Penso che questo scritto si commenti da solo. Non voglio aggiungere altro. Almeno tutti i clienti abituali potranno finalmente sapere in modo ufficiale cosa è successo".

 

"Un  tale livello di maleducazione - prosegue Tatiana - l'abbiamo visto raramente". Da qui la spinta di Tatiana, non disposta ad accettare tale comportamento nel luogo in cui lei ama lavorare, ad intervenire. "Io sono arrabbiata per tutto. Il mio istinto è stato quello di prendere e andarmene - racconta la giovane, dalle cui parole traspare una grande passione per il suo lavoro e il dispiacere di aver dovuto assistere ad una scena simile proprio nella veste di dipendente in turno -. Stavolta avete esagerato, ragazzi".

 

Un appello, quello di Tatiana Sartori, che non vuole affatto essere una minaccia: l'auspicio della ragazza, insieme ai colleghi della "Vecchia Pergine" è quello di instaurare un dialogo civile con i diretti interessati, che sarebbero anche clienti abituali del locale. "Stiamo aspettando risposta dai carabinieri di Pergine per organizzare un incontro, con lo scopo di risolvere l'accaduto in maniera civile. Io credo che abbiano capito l'errore. La situazione è ferma al momento e si auspica una risoluzione civile attraverso il dialogo". Una proposta pacifica quella della "Vecchia Pergine", un ottimo messaggio per tutta la comunità: in una società che predilige le cause e le querele facili, incontrarsi e chiarire le cose in modo civile è sempre più raro e, ora come non mai, importante. "La violenza genera violenza, e questa ne è una prova": una violenza che deve essere analizzata attraverso il dialogo, nella speranza che anche la controparte sia disposta a farlo.

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