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Cacciatori, Carlo Pezzato si dimette tra le polemiche, Rensi prende il timone dell'associazione: "Dobbiamo essere uniti all'interno e responsabili verso la politica"

Dopo quasi tre anni di attriti e un'inchiesta per presunto abuso d'ufficio, il presidente si ritrova senza maggioranza. Il fotografo e vice nuovo numero uno dei cacciatori: "Un atto di responsabilità, elezioni tra sei mesi". Interviene anche la politica, Claudio Cia: "Dimissioni fin troppo puntuali rispetto alla mia interrogazione"

Di Luca Andreazza - 21 marzo 2018 - 12:32

TRENTO. Cambio al vertice alla guida dell'associazione cacciatori trentini. Nella serata di ieri sono arrivate le dimissioni di Carlo Pezzato. A prendere il timone è fotografo Matteo Rensi, vice presidente, eletto per la prima volta nel 2015 all'interno del Consiglio, per tre anni direttore della rivista ufficiale dell'associazione e da sempre tesserato tra i cacciatori trentini.

 

"E' stato un atto di responsabilità verso l'associazione. Il presidente - commenta il nuovo numero uno - è arrivato alla consapevolezza di non avere più la forza politica per gestire la nostra realtà. Alcune scelte non hanno trovato piena condivisione sul territorio: uno strascico dei rapporti più umani che legati al mondo venatorio che hanno comportato questo risultato".  

 

Un'aria tesa che si trascina da tempo e frizioni dopo la campagna elettorale mai sopite. Subentrato a Sassudelli, dopo tre anni Carlo Pezzato lascia in anticipo: la scadenza naturale del mandato era fissata per il 2020.

 

"Ora - dice Rensi - il mio compito è quello di traghettare l'associazione nei prossimi sei mesi. Un compito più burocratico che gestionale. L'intenzione è quella di arrivare a indire nuove elezioni tra la tarda primavera e inizio estate. Tutte queste scelte operative saranno però condivise e portate in Consiglio".

 

Un Consiglio direttivo spaccato tra due fazioni, un'associazione in stallo e il rischio concreto del commissariamento. "Le dimissioni - spiega il neo presidente - sono un'azione forte e responsabile per far proseguire i lavori. L'eventuale decadenza degli organi sarebbe stata la situazione peggiore". 

 

Una soluzione che arriva dopo un periodo particolarmente difficile, prima l'inchiesta della Procura per presunto abuso d'ufficio (un intervento per annullare una sanzione, Qui articolo), poi nella settimana scorsa il bilancio preventivo non è stato approvato per un sostanziale pareggio, quindi nella serata di ieri la stessa situazione e l'epilogo con il passo indietro. Dimissioni che cadono prima di Expo Riva caccia pesca ambiente e dell'avvio della stagione venatoria.

"Le dimissioni - evidenzia Rensi - avranno decorrenza da lunedì 26 marzo, quindi dopo la fiera dove saremo presenti con un stand. Gli altri momenti importanti sono l'assemblea generale dei rettori e l'apertura della caccia fissato per l'1 maggio".

 

Nel mezzo anche l'appuntamento del Comitato faunistico. "Ma in questo caso - aggiunge - i membri sono designati dalla Giunta provinciale e il passo indietro di Pezzato non inficia nulla. L'inizio della caccia non subirà ripercussioni particolari una volta portate a termine le prescrizioni tecniche e approvato il bilancio".

 

Insomma, la partita più importante è quella di rasserenare il Consiglio in vista delle nuove elezioni. "L'auspicio è quello di ricompattare l'associazione e instaurare un dialogo all'interno. E' necessario far fronte comune e diventare più propositivi e incisivi. Un dialogo costruttivo all'interno e responsabile all'esterno verso la pubblica amministrazione e la componente politica. Vorrei che si arrivasse compatti e uniti alle prossime nomine per il bene dell'associazione e dei nostri oltre 7 mila soci".

 

Sul fronte politico il primo a muoversi è il consigliere provinciale Claudio Cia di Agire, il quale afferma: "Mai nella storia i cacciatori trentini hanno visto le dimissioni del proprio presidente e le cause di questa clamorosa decisione riguarderebbero l’indagine di abuso d’ufficio a carico di Carlo Pezzato e le divisioni all’interno della maggioranza che lo sosteneva in consiglio direttivo".

 

"In merito - aggiunge il consigliere provinciale - avevo depositato solo due settimane fa un’interrogazione provinciale, in riferimento al fatto che l’ormai ex presidente riveste anche l’incarico di dipendente provinciale (nel ruolo dirigenziale): chiedevo non solo delle delucidazioni sul potenziale conflitto di interessi fra ricoprire allo stesso tempo un ruolo dirigenziale provinciale e la carica di vertice dei cacciatori, ma anche se era necessaria una autorizzazione da parte della Giunta provinciale per l’assunzione di questo ruolo e, in caso di risposta affermativa, se ve n’era traccia".

 

"Non si vorrebbe - conclude Cia - che queste dimissioni avessero a che fare proprio con l'interrogazione depositata, che a prescindere dovrà comunque avere delle risposte, in quanto le dimissioni di Pezzato non risolvono le questioni sollevate. Mi auguro che l’assessore Michele Dallapiccola e il presidente Ugo Rossi rispondano quanto prima per chiarire la vicenda".

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