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CasaPound sotto accusa per i ceffoni a un 17enne. ''Ci siamo difesi, siamo stati aggrediti''. L'assessora: ''Violenza preoccupante''

Nella discussione tra due minorenni, nata per motivi politici, si sarebbe inserito con la violenza un 20enne. I fatti, successi ad Arco il 10 marzo, non smettono di far dicutere. L'Osservatorio contro i Fascismi: "Ora i neofascisti ribaltano la verità" 

Pubblicato il - 18 marzo 2018 - 06:01

ARCO. La difesa di CasaPound ribalta l'intera vicenda facendo passare il loro militante per vittima. La ricostruzione riportata dalla stampa, per il partito di estrema destra, sarebbe infondata, addirittura il contrario di quanto è avvenuto. Una difesa che però arriva a giorni e giorni di distanza dai fatti, soltanto dopo che questi sono diventati di pubblico dominio.

 

Ma facciamo un passo indietro e torniamo a sabato 10 marzo. Al Cantiere 26, lo spazio del Centro Giovani gestito dalla cooperativa Casa Mia, era in programma una festa studentesca. E' in quell'occasione che tra due 17enne è partito un diverbio, trasceso poi in poi in ceffoni nel momento che nella discussione si è inserito un 20enne.

 

Il tema della discussione alcune opinioni in merito al fascismo e all'antifascismo. Secondo quanto si è appreso, i due 17enne si erano scambiati su Facebook alcune considerazioni, ovviamente divergenti, sulla legittimità legale e politica della stessa CasaPound.

 

Un diverbio virtuale che il 10 marzo è diventato reale. Ma sempre e solo verbale, così affermano alcuni testimoni. Le vie di fatto, con due ceffoni ben piazzati, sono state raggiunte quando un 20enne appartenente a CasaPound sarebbe intervenuto per 'risolvere' alla radice la disputa. Con la violenza.

 

Colpito e sanguinante, il ragazzo si sarebbe accasciato e avrebbe poi cercato riparo all'interno del locale, dove avrebbe chiamato il fratello per farsi riaccompagnare a casa. Questo, in sostanza, è quanto è avvenuto, suffragato anche dalla ricostruzione fatta nell'immediatezza dei fatti dai gestori del Centro Giovani. 

 

"Due militanti di CasaPound avrebbero aggredito un ragazzo (minorenne) 'colpevole' di non pensarla come loro". Questa invece la sintesi diffusa dal profilo Facebook dell'Osservatorio contro i fascismi, che riferiscono inoltre che il giovane si è poi recato al pronto soccorso per farsi medicare. Una prognosi di una decina di giorni. 

 

"Il ragazzo aggredito non fa parte di nessun collettivo politico", spiegano dall'Osservatorio, e in effetti sembra che sia proprio così, anche se CasaPound ne parla come di un 'sedicente antifascista', come se questo significasse tout court un'appartenenza politica e partitica.

 

"Come già avvenuto altre volte - continua l'Osservatorio - alcuni militanti di Casapound hanno deciso di colpire con violenza un ragazzo tra tanti con l'unico scopo di intimidire chi ha idee diverse dalle loro". Una presa di posizione che è stata molte volte condivisa sui social e che è rimbalzata sulle bacheche di molti utenti social.

 

A questo, e alle notizie di stampa, ha risposto anche CasaPound, come dicevamo ribaltando quanto sostenuto fin qui. “Ci siamo difesi, noi gli aggrediti”, affermano. Anche se si è saputo che il 20enne ha poi chiamato la famiglia del ragazzo colpito per scusarsi di quanto è avvenuto.

 

Ma vediamo per intero il comunicato apparso sulla pagina Facebook di CasaPound Riva: "Alcuni giornali hanno parlato di un pestaggio avvenuto ai danni di un diciassettenne ad opera di un attivista di CasaPound - scrivono - ma siamo pronti a tutelare dalle bugie il nostro movimento e a dimostrare il contrario in tutte le sedi opportune”.

 

La ricostruzione è inesatta e faziosa poiché parla di un pestaggio causato da un giovane esponente di CasaPound ignorando però il fatto che sia stato proprio il diciassettenne, sedicente antifascista, a provocare e aggredire per motivi politici il nostro attivista causandogli lesioni già refertate e guaribili in 20 giorni”.

 

Ancora una volta si cerca di gettare fango sul nostro movimento che in Trentino come in tutta Italia - sottolineano - sta continuando a crescere nei consensi grazie alle sue innumerevoli attività sociali e alle sue battaglie in difesa degli italiani, ricostruendo fantasiosi pestaggi e aggressioni".

 

"Siamo disposti - conclude la nota - a dimostrare la nostra verità in tutte le sedi opportune, agendo fin da subito anche dal punto di vista legale per tutelare il nostro movimento e il nostro attivista". Un punto di vista che viene prontamente contestato dall'Osservatorio contro i Fascismi.

 

"Ecco la macchina del fango di CasaPound che si mette in moto. Come sempre (anche se questa volta in ritardo rispetto al solito) i neofascisti tentano di ribaltare completamente la realtà dei fatti. Secondo il loro comunicato sarebbe stato l'esponente di CasaPound ad essere aggredito".

 

"Dal canto nostro siamo certi che i numerosi testimoni saranno in grado di smentire queste affermazioni tendenziose. Inoltre secondo alcune indiscrezioni questa non sarebbe nemmeno la prima denuncia ai danni dell'accusato e militante neofascista".

 

Su quanto successo interviene anche l'assessora Silvia Girelli: "La violenza è sempre e comunque da condannare - afferma - e se questa è motivata da posizioni politiche assume un'ulteriore gravità. Le idee e le opinioni possono e devono essere espresse senza il ricorso alla violenza". 

 

Ma aggiunge che "è però giusto ricordare che cosa sia e sia stato il fascismo. Bisogna imparare, studiare e conoscere la storia". Sulle responsabilità di CasaPound nella vicenda non interviene, lasciando alle autorità l'approfondimento. Ma in termini generali ammette la preoccupazione.

 

"Se risponde al vero quanto raccontato sia dalla stampa che dagli stessi operatori del Cantiere 26 - ammette - certo che sono preoccupata. La presenza di alcune aree politiche, nel momento in cui aggrediscono, discriminano e impediscono l'espressione di un valore come quello dell'antifascismo sono preoccupanti". 

 

"E' già in essere un tavolo tra gli operatori che gestiscono il Centro Giovani e le Forze dell'Ordine - assicura - e se servisse per approfondire le responsabilità, anche penali, potrei chiedere a Casa Mia di redigere una relazione su quanto è avvenuto".

 

 

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