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Da Chef Rubio al sindaco di Frassilongo, tutti con Agitu. La Cgil: ''Una propaganda apertamente razzista impone a tutti noi di prendere posizione''

Agitu Ideo Gudeta la ''Regina delle capre felici'', modello di integrazione e di successo imprenditoriale da tempo è perseguitata da un pericoloso razzista. Le forze dell'ordine stanno indagando ma intanto la comunità si schiera al suo fianco. Ecco come

Di Luca Pianesi - 27 agosto 2018 - 12:35

FRASSILONGO. ''Inverosimile e paradossale, francamente me ne vergogno''. Così il sindaco di Frassilongo, il comune dove vive Agitu. E, in questi giorni, sono tantissimi gli attestati di solidarietà, che stiamo ricevendo, nei confronti dell'allevatrice etiope che da qualche tempo, in Val dei Mocheni, sta subendo minacce e insulti razzisti pesantissimi. Importante anche la presa di posizione nazionale di Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, che ha ritwittato il nostro articolo con l'hashtag ''fuckracism''.

 

 

La notizia ve l'abbiamo data ieri (QUI L'ARTICOLO). Agitu Ideo Gudeta la ''Regina delle capre felici'', modello di integrazione arrivata in Trentino nel 2010 e da allora protagonista di una storia di successo imprenditoriale con le sue 150 capre e il suo caseificio che è stato raccontato sui giornali di tutta Italia e anche su varie testate internazionali, da circa un anno è vittima di una vera e propria persecuzione da parte di una persona della zona. Una situazione è degenerata da giugno, da quando il ''vento del cambiamento'' ha cominciato a soffiare sempre più forte in Italia trasformandosi in tempesta per molti stranieri anche ben integrati e amati dalle comunità locali.

 

''Il suo razzismo è esploso negli ultimi tre mesi - ci ha raccontato - 'brutta negra', 'vattene da qui', 'tu e gli altri negri tornatevene nel vostro paese'. Queste sono le frasi che ci sentiamo gridare da quest'uomo che mi ha anche aggredita fisicamente in varie occasioni. In un caso prendendomi per il collo e minacciandomi di morte''. E poi ci sono state delle strane coincidenze. Capre morte e una trovata uccisa con una mammella asportata da un'arma da taglio. Insomma Agitu esasperata e impaurita ha deciso di denunciare tramite ilDolomiti l'accaduto (ovviamente dopo aver denunciato ogni cosa anche alle forze dell'ordine). E da ieri sono tantissimi i cittadini che le stanno esprimendo solidarietà su Facebook e non solo.  

 

"Quanto ha denunciato la pastora etiope di Frassilongo, purtroppo, è la dimostrazione di un clima di odio e razzismo che si sta diffondendo anche sul nostro territorio - comunica la Cgil del Trentino -. Un clima alimentato da chi, anche ai vertici delle istituzioni statali, addita ogni giorno gli stranieri come causa di ogni problema, usando parole e adottando atteggiamenti pericolosi perché contribuiscono a creare terreno fertile per nuove discriminazioni, minacce e aggressioni ad opera anche di singoli individui che potremmo definire 'problematici' e forse proprio per questo ancora più suggestionabili da una propaganda che punta tutto sull'odio e sulla paura degli stranieri".
 

"Con molta probabilità - aggiunge il sindacato -, ce lo auguriamo, quanto accaduto ad Agitu, così come le intimidazioni razziste subite dal lavoratore straniero che abbiamo denunciato pubblicamente nei mesi scorsi, sono casi singoli e non rappresentano il sentire della maggioranza della nostra comunità. Ciò non toglie che sono gravissimi e il loro ripetersi così come il fatto che vengono tutti i giorni sostenuti da una propaganda apertamente razzista impone a tutti noi di prendere posizione, testimoniando il nostro dissenso. Il Trentino è e deve continuare ad essere una terra aperta e accogliente come la storia di successo di Agitu in Val dei Mocheni testimonia. Solidarietà e vicinanza ad Agitu Ideo Gudeta, vittima di minacce ed aggressioni di stampo razzista".

 

"Inverosimile e paradossale. Non riesco a capacitarmi che nel mio comune, sul territorio che abito e vivo possano succedere simili azioni - scrive, invece, Bruno Groff sindaco di Frassilongo - e, francamente, me ne vergogno. Ad Agitu Ideo non posso che esprimere la mia più profonda solidarietà e di tutta la comunità che rappresento. Con profondo rammarico nei confronti di una ragazza semplice e solare che ha portato nella nostra terra un fascio di energia e luce incredibile. Una ragazza a cui non intendo manifestare vicinanza di facciata bensì concreta e fattiva, infatti io e la mia gente le siamo e le saremo sempre vicini". E cita una frase di Martin Luther King: ''Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti". 

 

E anche il Pd con la consigliera comunale di Trento Roberta Zalla esprime la sua solidarietà alla pastora etiope: "Vorrei far arrivare attraverso le pagine del vostro giornale un abbraccio di stima e affetto ad Agitu. Donna straordinaria e imprenditrice della nostra terra produce ottimi formaggi e ricotte da capre allevate con cura e amore, tutelando il paesaggio e vivendo in una piccola valle del Trentino. Una sfida imprenditoriale culturale e femminile. È importante soffermarsi su episodi come questo per cogliere la fatica e il disagio di alcuni cittadini nel capire queste esperienze di enorme ricchezza sociale e culturale. Non possiamo tacere di fronte a episodi in cui la violenza si manifesta in modo così poco umano. Abbiamo bisogno di valorizzare le differenze solo così riusciremo ad arricchire questa nostra terra e nutrirla, e continuare a prenderci cura di quei valori fondanti che sono l'autonomia la solidarietà e l'accoglienza". 

 

 

 

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