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Ddl lupo, il governo impugna la legge provinciale: ''Un atto dovuto e necessario''

Il ministro Costa e il Consiglio dei ministri hanno impugnato la legge delle province di Trento e Bolzano per la cattura e l'abbattimento di lupi e orsi. Appena un mese fa l'assessore Michele Dallapiccola rassicurava: "Abbiamo ricevuto un'apertura dal ministro"

Di Luca Andreazza - 06 settembre 2018 - 22:37

TRENTO. "Un atto dovuto e necessario", queste le parole del ministro all'ambiente Sergio Costa in merito all'impugnazione della legge delle province di Trento e Bolzano che prevede la cattura e l'abbattimento di lupi e orsi.

 

Questa la decisione del Consiglio dei ministri che spiega: "L'esercizio delle potestà di deroga ai divieti sulla fauna selvatica sono in capo allo Stato e non possono essere demandate agli enti locali. Abbiamo chiesto alle province di modificare la legge, ma non è stato fatto, quindi non abbiamo avuto scelta''.

 

Il rischio di ricorso del governo era alto. Molto più che un'ipotesi, tanto che al primo odore di ricorse si era registrata una levata di scudi trasversale, da destra a sinistra (Qui articolo).

 

Ma la costituzionalità di questo provvedimento è sempre stato messo in dubbio, non è bastato l'incontro a luglio scorso a Vallombrosa in Toscana tra il ministro e l'assessore Michele Dallapiccola, il quale commentava: ''Abbiamo ricevuto un'apertura per andare avanti nel piano'' (Qui articolo). Una levata di scudi generale e trasversale alla notizia 

 

Nessuna apertura e il ricorso sul tavolo come testimonianza. ''Noi siamo andati anche oltre il piano Lupo - dice Costa - già ieri è partito un tavolo tecnico per ampliare e implementare il Piano: a questo tavolo tecnico partecipano anche referenti indicati dalle province di Trento e Bolzano''.

 

E pensare che in giugno la giunta approvava il ddl e lo stesso presidente Ugo Rossi appariva sicuro: "Contiamo che non sia impugnato questo disegno perché ci sono ottime ragioni sostanziali e anche giuridiche per la tutela di particolari forme di agricoltura e quindi riteniamo che ciò consenta al nostro consiglio di legiferare. Siamo convinti della bontà della nostra posizione giuridica e vedremo come si porrà il governo. Di sicuro non possiamo andare avanti così, tra chi grida al lupo al lupo e chi dall'altra si oppone ad ogni piano nazionale di gestione".

 

Ma la Provincia aveva fatto i conti senza l'oste, prima le schermaglie e ora il ministro presenta il suo e impugna il provvedimento. 

 

''Se le leggi di Trento e Bolzano venissero modificate e si avviasse una piena collaborazione - conclude il ministro - che intendo presto portare in Conferenza Stato Regioni, sono certo che si potranno attivare strumenti di prevenzione fondamentali per favorire la presenza dei grandi carnivori in natura, senza pesare sulle attività zootecniche tipiche di quei territori".

 

Insomma è il governo a dettare la linea, non il contrario, a segnare un'ennesima battuta d'arresto per la giunta, che vede festeggiare diverse associazioni ambientaliste. "Una splendida notizia. Questi provvedimenti - dice il Wwf - avrebbero rappresentato un precedente gravissimo e contravvenivano alle norme europee".

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