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Galleria San Giovanni-Cretaccio, aperto il cantiere. Dopo Pasqua la posa della prima pietra

I lavori di apprestamento sono stati affidati all’Associazione temporanea di imprese tra Consorzio stabile S.A.C. Costruzioni Società Consortile a responsabilità limitata e Martinelli & Benoni Srl

Pubblicato il - 27 febbraio 2018 - 16:39

TRENTO. Subito dopo Pasqua sarà posata la prima pietra alla presenza delle autorità. Sarà un evento storico, atteso da decenni, del collegamento tra la Vallagarina e la Busa si parla infatti da tempo. Oggi è previsto l'approntamento del cantiere, con le attività di perimetrazione e preparazione delle aree necessarie per far partire il cantiere dei lavori.

 

I lavori di apprestamento, consegnati oggi con la firma dei documenti a Passo S. Giovanni, sono stati affidati all’Associazione temporanea di imprese tra Consorzio stabile S.A.C. Costruzioni Società Consortile a responsabilità limitata e Martinelli & Benoni Srl

L’opera è costituita tra tre parti principali: l'intersezione sulla statale 240 in località. S. Giovanni, la galleria con piattaforma stradale a tre corsie, comprensiva di cunicolo di sicurezza e l'intersezione in località “Maza” a mezzo rotatoria, che si collega alla viabilità esistente tramite una bretellina, una galleria di svincolo ed una rotatoria di connessione.

 

La prima parte è costituita da una rotatoria posizionata sul lato destro della statale 240 per chi proviene da Mori. L’opera include anche l’adeguamento della viabilità comunale esistente di accesso alla zona industriale Mala.

La seconda parte riguarda il il tunnel, che ha uno sviluppo complessivo di 2.791 metri, di cui 2.713 metri scavati in naturale e 78 metri costituiti da brevi tratti iniziali di galleria artificiale. Dopo un’ampia curva, subito dopo l’ingresso nell’ammasso roccioso al passo S. Giovanni, l'andamento planimetrico è quasi rettilineo sino all’imbocco sul lato della Maza.

 

La pendenza massima del tunnel è pari al 5 %. La galleria naturale e quella artificiale hanno piattaforma costituita da due corsie di marcia da 3,75 metri nelle due direzioni, da una corsia aggiuntiva da 3,5 metri in salita per veicoli lenti e banchine da 1,50 metri.

 

La piattaforma pavimentata complessiva ha quindi una larghezza di 14 metri. Ai lati della carreggiata sono previsti profili redirettivi antiurto costituiti da elementi prefabbricati. Le piazzole di sosta sono ad una interdistanza pari a 600 metri per ogni senso di marcia.

 

La via di fuga è costituita da un cunicolo di sicurezza, distinto rispetto al tunnel stradale, realizzato con fresa e con un diametro di scavo pari a 5 metri. Il cunicolo di sicurezza è collegato alla galleria stradale tramite cunicoli di by-pass pedonale in corrispondenza di ogni piazzola di sosta, cosicché ogni 300 metri si trova un’uscita di emergenza.

La parte d'opera in galleria termina sul lato di Arco con la rotatoria di diametro in asse pari a 20 metri, posizionata a circa 119 metri sul livello del mare, nell’area dell’esistente impianto di discarica “Maza”.

 

La rotatoria in località Maza, ovvero la terza parte dell'opera, è collegata alla soprastante rotatoria da una bretella stradale che si sviluppa per 620 metri lungo la fascia di versante ricompresa tra il confine di monte della discarica e la soprastante strada statale.

 

La pendenza media è del 4,6 %, con pendenze massime del 6,5 %. Nel tratto terminale le due corsie della bretella stradale si diramano e si raccordano in maniera indipendente: la corsia in uscita entra nella galleria attraversando la strada esistente in sotterraneo, mentre la corsia di senso opposto diparte dalla corsia a salire della statale 240, circa 35 metri dopo la nuova rotatoria

 

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