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| 05 nov 2018 | 17:13

Gli gnomi dei boschi ''sopravvissuti'' alla devastazione delle nostre foreste

Quelli a Predazzo posti a simbolica difesa della Cava delle Bore (uno scivolo costruito per spostare a valle la legna) e quelli di Pian del Giac sono ancora lì, tra alberi spezzati e rami abbattuti

di Redazione

TRENTO. Sono gli spiriti protettori dei boschi e di chi li frequenta e tra i tronchi spezzati e gli alberi abbattuti loro sono rimasti in piedi, sornioni e dall'aria quasi beffarda. Simbolo di una tradizione antica, figure fantastiche capaci di mettere in comunicazione l'essere umano con la natura sono sopravvissuti alla terribile settimana di maltempo che ha flagellato le nostre montagne e le nostre vallate, che ha devastato paesi e abbattuto ponti, eliminato strade e distrutto luoghi magnifici come Arte Sella e il Parco Asburgico di Levico.

 


 

Migliaia di alberi sono stati sradicati, sbattuti a terra, da un vento da record ma queste figure totemiche sono ancora lì nei boschi sopra Predazzo e sul Pian del Giac sopra Fornace. Alcuni sono gnomi, altri sono i cosiddetti ''sanguinelli'' o ''salvanelli'' ricavati da rocce e basi degli alberi e che per la tradizione sono esseri amichevoli e positivi che si divertono a fare scherzi agli uomini. Sono figure mitiche che rendevano le passeggiate di grandi e piccini in questi boschi, un tempo maestosi e spettacolari, ancor più belle e indimenticabili. 

 


 

Sopra Predazzo gli gnomi erano posti a protezione della Cava delle Bore, una canalizzazione in pietro che veniva in passato utilizzata dai boscaioli per condurre a valle il legname abbattuto. Il canale, nella stagione fredda, veniva riempito dapprima di neve per poi essere bagnato e quindi gelato per far scivolare i tronchi tagliati nel bosco a valle. 

 


 

Sul Pian del Giac c'era, invece, proprio il ''sentiero degli gnomi''. Un percorso perfetto per famiglie e bambini dal quale si poteva ammirare una bellissima vista sul lago di Caldonazzo. E tra i tanti gnomi scolpiti tra i tronchi ce n'era uno molto particolare, lo Gnomo Piagnucolone, triste perché vedeva la natura che lo circondava maltrattata dall’uomo. Gli gnomi sono ''sopravvissuti'' buona parte della natura circostante no e l'uomo ha tante colpe per quanto successo. E chissà che da domani non tornino a servire strutture come quella della Cava delle Bore e non si finisca per dire un fantastico (in tutti i sensi) ''grazie'' a queste figure totemiche protettrici dei nostri boschi.

 


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