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Grazie ad Acav e al Trentino inaugurato il primo istituto agrario nel West Nile dell'Uganda: ''Fondamentale per lo sviluppo locale''

La scuola agricola è diventata parte del sistema educativo ugandese e potrà proseguire autonomamente. Oggi la consegna alla comunità

Pubblicato il - 16 marzo 2018 - 20:14

TRENTO. Un centro di formazione per gli agricoltori per trasformare il loro impegno e il loro lavoro in un vero e proprio strumento di sviluppo. Tutto questo ha un nome ed è: JAVIK “Jabara Agricultural Vocational Institute Koboko”.

 

Una scommessa iniziata da Acav che ormai 10 anni fa, a seguito di una visita dell’associazione a un terreno incolto, dove i partner locali, in particolare il distretto di Koboko, chiese di realizzare un centro per la formazione degli agricoltori. Niente di simile esisteva e niente esiste tuttora in una regione grande come il Triveneto e con 3 milioni di abitanti.

 

Il progetto è iniziato con le comunità che hanno messo a disposizione i terreni ed il supporto della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, ed è proseguito grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento ed UNHCR.

 

Proprio oggi con la presenza dell’Ambasciatore italiano in Uganda Rwanda e Burundi, Domenico Fornara, del Ministro della protezione civile e dell’assistenza ai rifugiati (il West-Nile sta accogliendo 1 milione e mezzo di profughi scappati dalla guerra in Sud Sudan), Hillary Honek e dei parlamentari James Baba e Margaret Baba Diri e delle autorità locali c’è stato il passaggio ufficiale della struttura scolastica all’Uganda, alle sue comunità ed al suo futuro

 

La scuola agricola è diventata parte del sistema educativo ugandese e potrà proseguire autonomamente. Un intervento che dimostra sostenibilità e pieno coinvolgimento delle comunità locali e delle autorità a livello regionale e nazionale.

 

Sono 10.651 contadini e contadine che hanno ricevuto formazione agricola e strumenti per avviare le loro attività a livello famigliare. Quasi la metà dei partecipanti sono state le donne, la vera forza lavoro delle campagne africane, felici di esserci e attente ad imparare il più possibile.

Accompagnati da musiche e canti tradizionali, alla presenza di contadini e contadine, provenienti anche dalla Repubblica Democratica del Congo, il Ministro Hillary Honeck ha parlato oggi di “un esempio virtuoso di ciò che dovrebbe fare la cooperazione internazionale allo sviluppo, sottolineando che l’intervento ha rafforzato il processo di pacificazione ed il rafforzamento dello sviluppo locale. Solo così, ha continuato, l’Uganda, ma in generale, l’Africa potrà crescere in pace e dando la possibilità alla sua gente di vivere con dignità”.

L’ambasciatore Domenico Fornara ha sottolineato come il progetto realizzato da ACAV sia un buon esempio dell’Italia, ed in particolare del Trentino, “frutto di una bellissima cooperazione italiana, sia governativa che decentrata con uno sforzo encomiabile della Provincia Autonoma di Trento. La scuola agricola riassume il meglio di ciò che è l’emergenza e lo sviluppo: mette insieme sia le popolazioni locali che i rifugiati, abbracciando programmi di formazione che creano quel ponte necessario tra l’emergenza umanitaria, la risposta ai bisogni immediati e lo sviluppo di medio e lungo periodo delle comunità locali ed anche di quei rifugiati che decidono di integrarsi. Questa è l’Italia che funziona”.

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