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Il primo colpo 18 anni fa, ritornano in azione e vengono arrestate ancora una volta. In manette anche con una nuova leva

Un'anziana di 86 anni stava curando ignara il proprio giardino, quando tre donne si sono intrufolate nel suo appartamento per iniziare a ripulire l'abitazione. Il modus operandi è abbastanza consolidato: individuano case isolate, dove vivono figure deboli, come persone sole e anziane

Di Luca Andreazza - 26 aprile 2018 - 12:27

TRENTO. Un'anziana di 86 anni stava curando ignara il proprio giardino, quando tre donne si sono intrufolate nel suo appartamento per iniziare a ripulire l'abitazione della donna di oggetti in oro e contanti per un valore di 500 euro. Sono state arrestate dai carabinieri di Ponte Arche in flagranza di reato Elena Dicolombi, classe ’57, Marilena Raidich, classe 1991 e P.A., minorenne classe 2002.

 

"Questa - spiega Luca Volpi, comandante dei carabinieri di Trento - è un'attività delittuosa particolarmente fastidiosa in quanto prende di mira le fasce più deboli. Ringraziamo i cittadini per le segnalazioni e la fiducia riposta nei nostri confronti, anche nei centri più piccoli. L'allerta è sempre alta e cerchiamo di intervenire nel modo più rapido possibile". 

 

Dopo alcuni furti nelle abitazioni tra Ponte Arche, Bleggio e Lomaso, i cittadini hanno, infatti, allertato i militari e hanno segnalato in particolare la presenza di una Renault Clio di colore grigio. Anche se la vettura è abbastanza diffusa e quindi può passare inosservata, i carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini per intercettare questo mezzo.

 

"Nel corso di alcuni pattugliamenti - aggiunge Marcello Capodiferro, capitano dei carabinieri di Riva del Garda - i militari hanno notato la vettura parcheggiata in modo nascosto a Vigo Lomaso: le verifiche hanno consentito di appurare che il veicolo era intestato a una donna pluripregiudicata per furti".

 

A quel punto i carabinieri hanno controllato le abitazioni nei dintorni, tutte casette isolate di campagna e quindi possibili obiettivi. "Abbiamo così potuto cogliere in flagranza di reato tre donne - prosegue Capodiferro - due adulte e una minore, uscire da un’abitazione dopo aver asportato dei gioielli dalla casa della proprietaria, una 86enne del luogo, che si è accorta del fatto solo dopo aver visto i militari".

 

Il sopralluogo ha consentito inoltre di verificare che quanto trovato in possesso alle tre nomadi era stato asportato dalla camera da letto della vittima. Tutto è stato restituito all'anziana.

 

Il modus operandi è abbastanza consolidato. Le donne individuano case isolate, dove vivono figure deboli, come persone sole e anziane. A quel punto aspettano l'occasione giusta per trovare la porta aperta per intrufolarsi e ripulire le abitazioni. 

 

"Il valore di questi furti - evidenzia Volpi - non è alto quanto magari quello affettivo degli oggetti rubati, ma è particolarmente fastidioso per gli obiettivi e la metodologia. Ora l'attività investigativa prosegue per ricostruire se le donne sono autrici di altri furti. Conoscono molto bene la zona e anche le strade meno presidiate per entrare in azione. Questi arresti hanno sicuramente evitato ulteriori colpi".

(Marilena Raidich)

In questo caso Dicolombi e Raidich sono vecchie conoscenze dei carabinieri: sono già state arrestate dai carabinieri di Riva del Garda nel 2012 per alcuni furti, mentre la prima è stata già arrestata proprio dalla compagnia di Ponte Arche ben 18 anni fa. Le tre donne sono state accompagnate al loro domicilio al Campo Nomadi di Ravina in attesa della direttissima per le maggiorenni e della convalida per la minore. 

(Elena Dicolombi)

"Invitiamo i cittadini - dice il comandante di Trento - a sporgere denuncia se qualcuno dovesse riconoscere le donne come possibili autrici di furti all'interno della propria abitazione, colpi che magari non sono stati segnalati per quel senso di vergogna e ansia che magari colpiscono soprattutto le persone più anziane".

 

Furti che potrebbero aumentare con la bella stagione, le gite fuori porta e le giornate che si allungano. "Se si notano attività particolari - spiega Giovanni Cuccurullotenente colonnello dei carabinieri di Trento - è bene segnalare alle forze dell'ordine quanto avvenuto. Non è mai tempo perso e si possono già iniziare le verifiche del caso. I consigli sono spesso quelli più banali e dettati dal buonsenso. Se ci sono vetture o rumori sospetti è giusto interessare carabinieri e polizia".

 

 

 

 

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