Incendio di via Maccani, in arrivo sette appartamenti pubblici per gli sfollati
Nel rogo 14 famiglie hanno perso tutto. Le abitazioni saranno disponibili da metà gennaio

TRENTO. Incendio di via Maccani: poco dopo le festività natalizie i nuclei familiari che hanno perso gli appartamenti interessati dalle fiamme troveranno una nuova casa, a loro disposizione per diversi mesi.
L'intervento è del Comune in collaborazione con l'Istituto trentino per l'edilizia abitativa. Lo spiega l'assessore alle Politiche sociali, familiari e abitative Mariachiara Franzoia: "Abbiamo aperto una procedura d'urgenza con Itea per l'assegnazione degli alloggi. In caso di persone in grave difficoltà la legge 15 del 2005 lo consente".
I nuclei familiari che vivevano nella palazzina andata in fiamme nella notte tra il 30 novembre e l'1 dicembre sono in totale 14. Alcuni tra i residenti hanno potuto contare su amici e parenti, altri invece sono ospitati temporaneamente a titolo gratuito al convento delle Laste.
"Su 14 famiglie cinque sono riuscite autonomamente a trovare una soluzione - continua Franzoia - due sono state indirizzate in altrettanti appartamenti messi a disposizione della Fondazione Crosina Sartori Cloch. Altri sette nuclei sono in attesa degli alloggi messi a disposizione. Siamo in attesa di una conferma di Itea, già anticipata a parole. Speriamo entro la metà di gennaio di poter indirizzare queste persone negli appartamenti".
Attorno a chi ha perso tutto, ricorda sempre l'assessore, si è creata una "solida rete". Nelle parrocchie sono stati raccolti abiti da donare alla trentina di persone che nella palazzina in fiamme avevano tutti i loro beni.
Gli appartamenti messi a disposizione con la procedura d'urgenza sono di due tipi: in base all'Icef della singola famiglia sono messi a disposizione per tre anni rinnovabili di due o, in alternativa, per 18 mesi. "Poi chi lo vorrà potrà fare domanda a Itea" ricorda Franzoia.
Alla trentina circa di persone rimaste senza casa ("I nuclei sono composti da due-tre persone") si aggiungono infine tutti gli uffici ospitati nel condominio che ora dovranno trovare una collocazione.


















