''Indagine partita dalla segnalazione dei cittadini'. Droga e prostituzione, i carabinieri arrestano sette persone
L'operazione denominata 'Panorama Trènt', coordinata dal sostituto procuratore Davide Ognibene, è riuscita a ricostruire un sottobosco di degrado e spaccio di sostanze. Eroina e cocaina arrivavano dal veronese e servivano per rifornire la piazza di Trento

TRENTO. Si è conclusa con 7 arresti l'operazione messa in atto dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Trento denominata 'Panorama Trènt'. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ognibene, è riuscita a smantellare una rete di droga e prostituzione che aveva il suo baricentro nel capoluogo trentino ma che si allargava anche al veronese e alle zone della Valpolicella.
Sei cittadini originari del Maghreb sono stati ritenuti responsabili e posti in arresto per lo smercio di eroina e cocaina, con l'evidenza investigativa di oltre 100 cessioni di sostanza. Un italiano è invece stato ritenuto responsabile dello sfruttamento della prostituzione e per questo posto ai domiciliari.
Tutta l'operazione ha preso il via dalla segnalazione di alcuni condomini di un palazzo di corso Buonarroti che notavano un via vai sospetto all'interno di un appartamento. Appartamento in cui si prostituiva una ragazza italiana di di 30 anni che si riforniva di droga da due tunisini di 34 e 38 anni.
I due cedevano regolarmente cocaina ed eroina ma dalle indagini è emerso ben presto che il 'giro' era molto più esteso. La sostanza stupefacente arrivava nelle loro mani grazie al lavoro di 'galoppino' svolto da un cittadino marocchino di 50 anni che faceva la spola tra Domegliara, Sant'Ambrogio e Trento.
Questo, a carico del 50enne, è stato il primo arresto da cui sono susseguiti a catena tutti gli altri. Le indagini si sono avvalse di pedinamenti e di appostamenti, soprattutto sui treni della linea Verona-Trento. Il riscontro è stato significativo: altri galoppini si muovevano per assicurare il rifornimento, tra questi un altro marocchino i cui contatti hanno permesso altri due arresti avvenuti nella zona della Valpolicella.
L'unico italiano su cui il Gip Marco La Ganga a provveduto ad emettere una misura cautelare è indagato per favoreggiamento della prostituzione di una ragazza bolzanina. A lui spettava il compito di preparare la stanza e agevolare gli incontri dei clienti con la donna. In cambio poteva contare su una percentuale dell'introito illecito.
Soddisfatto il procuratore capo Sandro Raimondi che ha ringraziato la Compagnia dei Carabinieri rappresentata durante la conferenza stampa dal comandante provinciale Luca Volpi, dal capitano Andrea Oxilia e dal tenente colonnello Giovanni Cuccurullo. "Questa indagine - ha sottolineato Volpi per far notare la celerità - è iniziata a febbraio e si è conclusa a giugno".
"Un'indagine che ha coinvolto numerosi uomini e tecniche raffinate per poter svelare la rete dei rapporti delle persone coinvolte". Un'indagine che ha messo in luce un sottobosco degradato e triste. "La ragazza - ha spiegato il capitano Andrea Oxilia - quando non aveva contanti per comperare la sostanza 'pagava' con le prestazioni sessuali ai due spacciatori".
"E' importante osservare l'etnia delle persone coinvolte - ha affermato il capo della Procura - ma non per criminalizzarla, perché ci sono tante ottime persone provenienti dal Maghreb che lavorano onestamente. C'è però da notare il salto di qualità: di solito gli spacciatori magrebini si occupavano di hashish e marijuana, ora anche di eroina e cocaina".












