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Droga in Val di Non, spaccio anche a minori. I carabinieri smantellano un'organizzazione criminale attiva tra l'Albania e il Trentino

Sono state arrestate 17 persone, una è ricercata. La struttura ramificata e altamente efficiente a forma piramidale ha visto coinvolti sia italiani che albanesi. La droga veniva acquistata nel dark web e rivenduta anche a 100 euro al grammo. Per le consegne a domicilio il sovraprezzo era di 500 euro

Di Giuseppe Fin - 04 giugno 2019 - 12:03

TRENTO. Una vera e propria organizzazione criminale che con i propri tentacoli fatti di cocaina purissima, e altri tipi di droga sintetica aveva raggiunto anche il Trentino, la val di Non. Sono diciassette gli arresti che i carabinieri hanno portato a termine questa mattina. Una persona è ancora ricercata nell'ambito dell'operazione che è stata denominata “Postalmarket”.

 

L’inchiesta era stata avviata alla fine del 2017 con il sequestro di alcuni quantitativi di droghe sintetiche acquistate ricorrendo al cosiddetto deep web. I carabinieri avevano sequestrato un quantitativo di droga spedito per posta ed è proprio dai dati di spedizione che sono iniziati gli approfondimenti e le indagini anche attraverso i metodi tradizionali con appostamenti, intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Da qui la ricostruzione di un autentico traffico di droga dall’Albania, canalizzato verso le provincie di Trento, per essere prevalentemente smerciata in val di Non, e di Brescia.

Una “struttura ramificata e altamente efficiente, articolata e non rudimentale” ha spiegato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trento nell'ordinanza di custodia cautelare, accogliendo le osservazioni del sostituto procuratore Davide Ognibene. Nel corso di oltre un anno di indagini, i carabinieri hanno documentato più di 1.500 cessioni di sostanza stupefacente delineando un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti di diversa natura, prevalentemente, come già spiegato, cocaina di elevata purezza e marijuana.

 

 

Il reato di natura associativa viene contestato a 12 dei 18 destinatari del provvedimento, 8 albanesi e 4 italiani. I vertici dell'associazione, a struttura piramidale, sono occupati dagli stranieri. La droga veniva acquistata dal nord Europa, passava per l'Albania e la base logistica era stata fissata poi a Brescia. Il tutto era diretto da un 34enne, l'unico ancora ricercato.

 

Da lui partivano due compagini parallele, una operante in val di Non, l’altra nel bresciano. A quella operante in Trentino ne è subordinata un’altra, composta da consumatori di droghe, e deputata prevalentemente allo spaccio ed al reperimento, per lo smercio, di droghe sintetiche acquistate ricorrendo al dark web, in forma anonima e tramite corriere. Il “gruppo noneso”, ha poi indirizzato il proprio interesse verso la piazza di spaccio di Bolzano, affidandosi a connazionali per poter riscuotere del necessario supporto, operativo e logistico. Il lavoro portato avanti dai militari della compagnia di Cles ha in sostanza delineato un esteso e ben organizzato giro di droga, interpretando il ruolo di ogni protagonista. Mai, prima d’ora, in simili casi in val di Non era stata contestata una forma di reato “associativo”.

 

Lo stupefacente messo sul mercato era di “elevata qualità”. Gli stessi componenti dell'organizzazione di vantavano per la purezza della cocaina che arrivava fino all'80%. Per questo il presso di vendita era importante: 100 euro per un grammo di cocaina e sconti, peraltro minimi, solo in caso di acquisti più sostanziosi. Le consegne potevano avvenire anche a domicilio ma in questo caso veniva richiesto il pagamento di ulteriori 500 euro.

 

Le dinamiche di approvvigionamento, come pure quelle di spaccio, venivano gestite in maniera molto accorta. I diversi “recuperi” di droga (indagine durante sono state sorprese in flagranza di reato 10 persone, 3 delle quali tratte in arresto, e svariate sono state le segnalazioni all’autorità di governo ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/90) hanno conferito significato specialmente al contenuto dei dialoghi intercorsi tra gli indagati ed offerto una certa chiave di lettura al loro linguaggio, come frequentemente si è avuto modo di riscontrare in contesti delinquenziali del genere indagato, codificato in forma criptica.

Le perquisizioni eseguite in concomitanza con la notifica del provvedimento cautelare – che a Trento e Brescia sono state condotte, rispettivamente, con il supporto di unità cinofile dell’Arma e della Guardia di Finanza – hanno portato al sequestro di diversi altri elementi per il confezionamento delle dosi, bilance di precisione e contanti per migliaia di euro. Uno degli arrestati, in particolare, è stato trovato in possesso di oltre 20 grammi di cocaina e di più di 1.000 euro in contanti.

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