Contenuto sponsorizzato
| 07 mag 2019 | 11:20

Sgominata un'organizzazione criminale. La Polizia di Trento arresta 8 richiedenti asilo: assoldavano tossicodipendenti per spacciare

L'organizzazione, formata da italiana e in prevalenza da richiedenti asilo, riusciva a fidelizzare  i tossicodipendenti provenienti dalle valli con un prezzo leggermente ribassato. Lo stupefacente immesso sul mercato, prevalentemente eroina e marijuana, era spacciato nelle principali piazze di Trento, a partire da piazza Dante, piazza Santa Maria e nel centro storico arrivando fino al “Muse”

Sgominata un'organizzazione criminale
di Redazione

TRENTO. Un vasto traffico di droga tra Trento, Rovereto, Verona, Vicenza e Ferrara, gestito da un'organizzazione criminale costituita da italiani e richiedenti asilo. E' un'operazione ad ampio raggio quella messa a segno dalla Polizia di Stato di Trento e che ha visto impegnate varie squadre mobili del Nord Italia ed in particolare di Verona, Ferrara e Vicenza.

 

L'operazione, denominata “Predatori”, ha visto l'arresto di 8 richiedenti asilo centroafricani perché ritenuti responsabili del traffico di sostanze stupefacenti. I primi arresti sono scattati il 16 aprile e sono poi proseguiti i giorni successivi. Fanno parte di una operazione, iniziata a marzo 2018 della Squadra Mobile di Trento, diretta dal Vice Questore Salvatore Ascione.

 

Il Pm Davide Ognibene ha emesso 12 ordinanze cautelari nei confronti di cittadini della Nigeria ed Italia e 11 decreti di perquisizione, sempre nei confronti di altrettante persone.  L'operazione ha portato alla luce le ramificazioni di una vera e propria organizzazione criminale i cui appartenenti, secondo quanto risulta dalle indagini portate avanti dalle Forze dell'ordine, erano giunti in Italia come richiedenti asilo per motivi politici-umanitari o di protezione sussidiaria. Gli investigatori hanno denunciato in totale 12 richiedenti asilo, in parte anche accolti in Trentino.

 

Le indagini hanno preso spunto dalle operazioni “Mandinka” e “Bombizona”, conclusasi l’ultima l’anno scorso, con l’arresto, in totale, di circa 60 persone ed il coinvolgimento a vari titolo di oltre 100 persone, quasi tutte richiedenti asilo, alcune delle quali, poi, denunciate a piede libero ed altre destinatarie di misure cautelari del divieto dell’obbligo di dimora nelle province di Trento, Verona e Vicenza. Grazie a questo primo lavoro di indagine gli investigatori avevano scoperto come dietro alle richieste d’asilo si nascondessero alcune persone che avevano quale obiettivo quello di costituire delle organizzazioni criminali volte a favorire traffici illeciti.

 

Nell'ultima operazione coordinata dalla squadra mobile di Trento, è stato dimostrato come lo stupefacente immesso sul mercato, prevalentemente eroina e marijuana, era spacciato nelle principali piazze di Trento, a partire da piazza Dante, piazza Santa Maria e nel centro storico arrivando fino al “Muse”. Gli spacciatori per evitare i numerosi controlli di polizia, comunicavano tra di loro tramite WhatsApp ed avevano costituito una “rete”, di cui facevano parte anche italiani tossicodipendenti, capace di intercettare la maggior parte di tossicodipendenti provenienti dalla provincia.

 

Assoldando tossicodipendenti italiani, grazie alle conoscenze dirette di quest’ultimi, l'associazione criminale riusciva a consegnare la merce agli “amici” in luoghi diversi da quelli soggetti a controllo da parte della polizia. Si fidelizzavano i tossicodipendenti provenienti dalle valli, con un prezzo leggermente ribassato e allo stesso tempo si permetteva a questi di essere certi di non essere oggetto di controlli e del sequestro della sostanza stupefacente da parte della polizia.

 

Il sodalizio criminale operava principalmente nelle città di Trento e Rovereto e, oltre a questo, esisteva anche un legame di mutuo soccorso volto a risolvere i problemi legati alle vicende giudiziarie degli affiliati, motivo per il quale utilizzavano parte degli introiti per il pagamento di spese legali.

 

Nel corso dell’indagine sono stati, inoltre, arrestati altri 2 nigeriani che si vanno a sommare agli 8 provvedimenti emessi dalla autorità giudiziaria, per un totale di 10 arresti tra custodia cautelare in carcere e flagranza di reato. Sono stati, infine, sequestrati diverso stupefacente e contanti derivanti dallo spaccio dello stupefacente.

 

“Questa ennesima operazione, nata nel solco delle direttive espresse dal Questore Garramone, per ultima quella relativa ai controlli sui treni e sugli autobus e alle relative stazioni - commenta il capo della Squadra Mobile Salvatore Ascione - dimostra come la risposta della Polizia di Stato, sia immediata ed efficace anche nei confronti di quelle persone, cosiddetti 'pendolari', che alimentano il complesso mondo dello spaccio di stupefacenti pensando, erroneamente, di essere immuni dai controlli solo perché non risiedono stabilmente nel nostro territorio. Proprio per contrastare questo fenomeno e ogni altra forma di illegalità il Questore Garramone, accanto ad una azione investigativa sempre più pressante, ha disposto, in concorso anche con la Polizia Ferroviaria, un aumento significativo dei controlli nelle stazioni ed a bordo degli autobus e dei treni al fine di rendere sempre più sicuro il nostro territorio”.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 09:49
L'operazione portata a termina da “Benaco Guardians For the Oceans” è un movimento spontaneo di conservazione acquatica nato per promuovere [...]
Cronaca
| 09 agosto | 08:37
Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco di Trieste e le squadre fluviali di Pordenone e Maniago, con un gommone. In supporto [...]
Cronaca
| 09 agosto | 09:21
Il cane ha 2 anni ed è scappato di casa spaventato dai botti della rievocazione storica nella tarda mattinata di ieri. Chiunque abbia notizie [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato