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In Trentino la droga della criminalità nigeriana, dallo spaccio di eroina e marijuana guadagnavano fino a mille euro al giorno a testa

Una comunità di nigeriani impenetrabile che era riuscita a mettere in piedi un sistema estremamente remunerativo di vendita al dettaglio di sostanza stupefacente, marijuana ma soprattutto eroina, in grado di far incassare alla compagine criminale anche 6 mila euro al giorno

Di Giuseppe Fin - 03 dicembre 2019 - 19:32

TRENTO. Ogni mattina, da Ala, Verona e Vicenza, gli spacciatori dopo essere stati riforniti di droga, precedentemente presa in Veneto, salivano sui treni regionali e raggiungevano la città di Trento. Venivano istruiti tramite una fitta messaggistica che li collegava con i capi dell'organizzazione. Istruzioni semplici ma molto rigide date spesso in dialetto nigeriano.

Mille euro al giorno a testa ma anche di più. Sono cifre da capogiro quelle che questi pendolari dello spaccio riuscivano a racimolare a fine giornata su una piazza come quella di Trento. A portare a galla la rete criminale è stata un'operazione molto importante messa a segno questa mattina dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della repubblica.

 

Le forze dell'ordine sono riuscite a smantellare una vera e propria organizzazione criminale di matrice nigeriana dedita al traffico di sostanze stupefacenti a Trento ed in provincia. Ci sono stati 35 arresti e 27 misure cautelari in carcere a carico di altrettanti soggetti. A collaborare sono state le Squadre Mobili di Milano, Bari, Brescia, Verona Cremona, Mantova, Piacenza, Ferrara, Vicenza, Treviso e Rovigo nonché equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Lombardia” ed unità cinofile della Polizia di Stato.

Un'operazione di grandi dimensioni che dimostra come la criminalità nigeriana abbia articolazioni presenti in quasi tutte le regioni italiane e in tutti i paesi dell'Europa. Una comunità compatta che difficilmente si riesce a penetrare. All'interno del "gruppo" possono entrare solo connazionali ed in poco tempo sta diventando l'organizzazione più forte nel traffico della droga, nella tratta di persone, nello sfruttamento ai fini della prostituzione e nello sfruttamento lavorativo.

 

L’operazione, i cui risultati sono stati presentati dal procuratore Sandro Raimondi e dal Questore Giuseppe Garramone, assieme al capo della Sqaudra Mobile Tommaso Niglio, e stata chiamata “sommo poeta” perché il punto di raduno dell’organizzazione a Trento era piazza Dante.

Il tutto ha preso avvio nei primi giorni di quest’anno, quando la Squadra Mobile del capoluogo trentino ha effettuato un arresto in flagranza di un cittadino nigeriano proprio in piazza Dante. Da qui sono iniziate le indagini che hanno permesso di ricostruire la fitta trama di spacciatori che anche da fuori provincia arrivavano a Trento utilizzando il treno.

 

Un'organizzazione che era riuscita a mettere in piedi un sistema estremamente remunerativo di vendita al dettaglio di sostanza stupefacente, marijuana ma soprattutto eroina, in grado di far incassare alla compagine criminale anche 5000/6000 euro al giorno. Le indagini hanno permesso anche di disvelare la composizione dell’organizzazione capeggiata da soggetti nigeriani conosciuti con i nomi in codice di “Iron Boss” “Bobo”, “Ken ed “Ukua”, diminutivo di Samuel in dialetto nigeriano, tutti residenti a Verona. Una parte degli spacciatori, svolgevano anche il ruolo di ovulatori e riuscivano a trasportare oltre venti dosi alla volta nel proprio corpo.

 

Le indagini non sono finite. Durante l'operazione avviata all'alba di questa mattina, infatti, è stata sequestrata una grande quantità di materiale che dovrà ora essere analizzato e che potrebbe portare anche a nuovi ulteriori scenari.

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