Lavoro nero nel cantiere dello studentato di Camerino. La Provincia di Trento: ''Nostro personale si sta recando sul posto''
Le Province di Trento e di Bolzano, assieme al Land Tirol, si sono prese l'impegno di aiutare la storica università di Camerino (una delle più antiche d'Italia) devastata dal sisma del 2016, con la costruzione di un nuovo studentato. Era stato fatto un appalto vinto da alcune aziende trentine. Ora la denuncia della Cgil di Macerata

TRENTO. A Camerino si sta recando personale della Provincia autonoma di Trento, anche al fine di valutare eventuali provvedimenti da prendere. A comunicarlo è la stessa Provincia a seguito del sequestro effettuato nella giornata di ieri da parte dei Carabinieri di Macerata dei lotti 5 e 6 nel cantiere dove sono in corso i lavori, finanziati dalle Province di Trento e Bolzano e dal Land Tirolo, per la costruzione del nuovo campus.
Il sequestro segue le verifiche effettuate dall'Ispettorato del lavoro inerenti la presenza irregolare di alcuni lavoratori nel cantiere come denunciato dalla Cgil di Macerata. Per affidare i lavori dello studentato, Trento e Bolzano hanno svolto una regolare gara d’appalto, ai sensi dell’articolo 70 del codice, vinta per circa l’80 per cento dalla Dallapè srl e dalla Ille Prefabbricati. A loro volta le due aziende hanno attuato subappalti, con parti di lavorazione cedute ad altre ditte.
L’operazione condotta dall'ispettorato e dai carabinieri ha registrato la presenza di cinque aziende e si è proceduto alla sospensione dell’attività per due di esse, entrambi operanti nel settore edile, con provvedimento di sospensione per utilizzo di personale irregolarmente occupato.
Sette soggetti sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per reati inerenti la normativa sul lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e lo sfruttamento di manodopera clandestina. In particolare durante l’accesso ispettivo sono stati identificati, dopo aver tentato di fuggire e di nascondersi, cinque lavoratori in nero di etnia russa e marocchina, costretti a lavorare senza le protezioni individuali, tra cui due clandestini, colpiti da decreto di espulsione dal territorio italiano.
“In merito alle notizie relative alla presunta presenza di lavoro nero nel cantiere con cui si sta completando la realizzazione dello studentato universitario di Camerino – è spiegato in una nota - la Provincia sta collaborando con la massima trasparenza con chi sta conducendo le verifiche, l’Ispettorato del Lavoro di Macerata e i Carabinieri”.
L’auspicio è che quanto prima si accertino i fatti e si chiariscano le eventuali responsabilità e che possa riprendere al più presto l’attività nelle aree del cantiere attualmente oggetto dell’indagine. L’obbiettivo infatti è consegnare tutta l’opera nei tempi concordati con l’Università di Camerino.
“Va aggiunto – conclude in una nota la Pat - che le indagini in corso riguardano una parte del cantiere dello studentato e che per gli edifici già consegnati, tutti certificati, non si segnala attualmente alcun problema. La Provincia seguirà l'evolversi della situazione riservandosi ogni azione a tutela dei suoi diritti e della sua immagine”.












