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Lavoro nero e sfruttamento, sequestrati alcuni lotti del nuovo campus di Camerino donato da Trento, Bolzano e Tirolo

Provincia Autonoma di Trento, di Bolzano e Land del Tirolo avevano donato il nuovo studentato nei pressi del campus universitario. La denuncia è arrivata dalla Cgil di Macerata e ieri l'ispezione dell'Ispettorato del lavoro ha portato i sigilli a due lotti. La Provincia di Trento: ''Collaboriamo con le forze dell'ordine e l'ispettorato. Vogliamo trasparenza. Gli edifici consegnati hanno tutte le certificazioni in regola"

  

Lavoratori in nero nascosti all’arrivo degli Ispettori del lavoro
Di Giuseppe Fin - 27 settembre 2018 - 16:24

TRENTO. Lavoro nero nel cantiere, ancora aperto, dello studentato universitario a Camerino donato dalla Provincia Autonome di Trento, da quella di Bolzano e dalla regione austriaca del Tirolo.  La denuncia è arrivata dalla Cgil di Macerata e proprio ieri si sono mossi anche i carabinieri e l'ispettorato del lavoro che hanno fatto sospendere l'opera di alcune aziende e sequestrato una parte dei lotti.  

 

La denuncia, come già detto, è quella di sfruttamento e lavoro nero. Il tutto, secondo quanto spiegato dalla Cgil in conferenza stampa, è nato dalla denuncia di 8 lavoratori italiani, raccolta poi dai sindacati, costretti a dormire in un casolare senza acqua ed elettricità

 

"I lavoratori – spiegano dalla Cgil - hanno detto di essere stati reclutati da un albanese, il quale faceva capo ad un italiano, e sono stati portati a lavorare a Camerino, all’interno del cantiere. A luglio abbiamo parlato di presenza di lavoro irregolare e del casolare, che da allora è stato abbandonato”. Il sindacato  sta seguendo questi otto lavoratori italiani, che hanno lamentato di aver ricevuto un acconto in contanti e qualcuno addirittura ha lavorato tre giorni senza essere stato pagato. A loro, però,  se ne sono aggiunti un’altra decina nell'ultimo periodo

 

Il cantiere fino ad ora sotto la lente della Procura, è quello messo in piedi per la realizzazione del nuovo studentato di Camerino.  La vecchia struttura era stata gravemente danneggiata con il terremoto del 26 agosto 2016 mettendo in ginocchio una intera comunità cancellando molti alloggi e residenze private utilizzate dagli studenti. Tra coloro che avevano voluto mostrare la vicinanza non solo a Unicam ma a tutto il territorio ci furono la Provincia Autonoma di Trento, di Bolzano e il Land del Tirolo, che avevano deciso di donare il nuovo studentato nei pressi del campus universitario.

  

Il 6 agosto scorso, tra l'altro, era stato inaugurato una prima parte della struttura e ora stavano proseguendo i lavori per gli ultimi lotti. “Abbiamo già denunciato a luglio questa situazione – spiega il segretario della Cgil di Macerata Taddei -  per una serie di irregolarità dei cantieri messi in campo dalla Provincia di Trento assieme a Bolzano e il Tirolo.  Sempre in luglio abbiamo fornito tutta la documentazione alle autorità preposte, abbiamo scritto alla Provincia di Trento, chiedendo la partecipazione in solido per coloro che non sono stati pagati, senza ricevere risposta. E' stato rilevato un impiego di manodopera non regolare con persone costrette a lavorare senza visite mediche, dispositivi di sicurezza individuali, pagati solo con acconti e reclutati da persone che non avevano alcun riferimento alla catena di sub appalto”. Le denunce arrivate dai sindacati riguardano anche i lavori fatti in maniera approssimativa. 

 

 

 

Le denunce arrivate dai sindacati e dai lavoratori, hanno portato la Procura ad avviare un'ispezione  al termine della quale è stato disposto il sequestro preventivo del lotto 5-6 del cantiere di Camerino per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di manodopera clandestina. Nei giorni scorsi i Carabinieri hanno ispezionato il lotto 5 e 6 del cantiere edile che si trova all’interno del Campus Universitario della Unicam di Camerino, denominato “Nuovo Studentato UNICAM”, inaugurato lo scorso 6 agosto.
 
L’operazione ha registrato la presenza di cinque aziende e si è proceduto alla sospensione dell’attività per due di esse, entrambi operanti nel settore edile, con provvedimento di sospensione per utilizzo di personale irregolarmente occupato.  Sette soggetti sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per reati inerenti la normativa sul lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro e lo sfruttamento di manodopera clandestina. In particolare durante l’accesso ispettivo sono stati identificati, dopo aver tentato di fuggire e di nascondersi, cinque lavoratori in nero di etnia russa e marocchina, costretti a lavorare senza le protezioni individuali, tra cui due clandestini, colpiti da decreto di espulsione dal territorio Italiano. 

 

L'operazione ha portato al sequestro preventivo del lotto 5-6 del cantiere di Camerino per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di manodopera clandestina. Sono state contestate violazioni sulla sorveglianza sanitaria obbligatoria, sull’assenza di coordinamento per la sicurezza in esecuzione e sulla mancata informazione e formazione ai sensi del d.lgs 81/2008. 
 
La Provincia di Trento, dal canto suo, “sta collaborando con le forze dell'ordine e l'ispettorato per ottenere la massima chiarezza e la massima trasparenza su quello che è successo”. Viene inoltre precisato che “i lotti dello studentato già consegnati sono regolari e non hanno alcun problema avendo anche ricevuto le certificazioni previste”. L'attenzione è quella di verificare che le regole degli appalti siano stati tutte osservate. “Ci riserviamo di tutelare – spiega la Provincia – l'immagine della Provincia di Trento e l'attività portata avanti in favore alla popolazione colpita dal terremoto”.  

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