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''Nove proiettili sotto le auto della polizia locale?'', l'amministrazione smentisce

Cia interroga l'assessorato provinciale per sapere se corrisponda al vero che dopo il tentativo di attentato incendiario di dicembre, nove giorni dopo, sarebbero comparsi dei proiettili e il fatto non sarebbe stato denunciato nemmeno alla questura. Ecco la risposta del comandante Giacomoni

Di L.P. - 20 April 2018 - 17:32

TRENTO. Nove proiettili sotto altrettante auto della polizia locale di Trento. Sarebbero stati trovati solo nove giorni dopo il fallito attentato incendiario di dicembre, quando erano state scoperte 9 molotov posizionate sotto i mezzi dei vigili nella sede del comando della polizia locale di Trento. A denunciarlo il consigliere provinciale Claudio Cia che ha depositato un'interrogazione al riguardo. Interrogazione che, stando a quanto da noi raccolto, non corrisponderebbe al vero. Il comandante Giacomoni per tramite dell'amministrazione comunale, infatti, conferma solo che dopo una settimana sarebbe stato trovato un bossolo vuoto accanto all'area del cantiere vicino al comando di via Maccani. Dunque nulla dal sapore intimidatorio o seriale.

 

Eppure Cia pare avere pochi dubbi. "Dopo soli nove giorni dal rinvenimento delle molotov - scrive Cia - sarebbero stati trovati nove proiettili sotto le automobili private dei funzionari parcheggiate nella parte posteriore della sede del Comando della Polizia Locale di Trento, non sorvegliata da telecamere. Se ne sarebbe accorto proprio uno dei commissari della Polizia locale in turno lavorativo il quale, pare in accordo con il Nucleo di Polizia Giudiziaria, avrebbe ritenuto di non stendere in merito alcuna relazione di servizio e tanto meno di non procedere a comunicare l’accaduto alla Questura e alla Procura".

 

"E’ evidente una correlazione tra i due fatti - prosegue il consigliere provinciale -: nove Molotov e nove proiettili. L’attribuzione ipotetica dell’azione di sicuro non è da sprovveduti, poiché a conoscenza dell’assenza di telecamere per posizionare i proiettili senza essere visti da alcuno. Ora è lecito supporre che sia stato un atto intimidatorio sicuramente non da minimizzare, che si sarebbe dovuto conoscere per far sì che almeno tutti coloro che con la loro nota e riconosciuta dedizione al proprio dovere in Polizia fossero debitamente allertati. Infatti, dopo le Molotov, dopo i proiettili, che cosa deve aspettarsi la Polizia? La trasparenza nella diffusione delle notizie potrebbe sensibilizzare i cittadini ad aprire gli occhi e a collaborare reciprocamente con le forze dell’ordine per l’incolumità di entrambi le parti".
 

Cia, quindi, interroga l'assessore provinciale competente per sapere se quanto scritto corrisponda al vero. A fronte dell'immediata smentita giuntaci dall'amministrazione comunale si attende la risposta di quella provinciale.

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