Molotov sotto le auto della polizia locale, Rossi: ''Un gesto vile che deve essere condannato duramente''
Il rinvenimento nella mattina di domenica 3 dicembre nella rimessa del corpo in via Maccani. I carabinieri hanno avviato le indagini. Il presidente: "Completa solidarietà nei confronti del corpo di polizia municipale del capoluogo"

TRENTO. “Fatti di questo genere vanno sempre condannati. Se avvengono in una comunità come la nostra, dove la tolleranza e il rispetto appartengono al nostro stesso Dna, la condanna deve essere ancora più dura”. Questo il commento del governatore del Trentino, Ugo Rossi nell’apprendere del rinvenimento delle bombe molotov al magazzino della polizia municipale in via Maccani a Trento.
"Desidero esprimere – aggiunge Rossi - anche a nome di tutta la Giunta e, sono certo, dei nostri cittadini, completa solidarietà nei confronti del corpo di polizia municipale del capoluogo e piena fiducia negli inquirenti impegnati a scoprire i responsabili di questo vile gesto”.
Solidarietà anche dal gruppo comunale del PD-PSI che "condanna fermamente l'atto di violenza compiuto da ignoti" esprimendo la "fiducia nell'operato della magistratura e delle Forze dell'Ordine per la scoperta degli autori dell'ignobile gesto". Ad esprimere vicinanza alla Polizia Locale è anche la Lega Nord con Devid Moranduzzo: "Siamo vicini alla Polizia locale. E' un gesto infame".
Nelle prime ore di domenica 3 dicembre (Qui articolo) sono stati rinvenuti nove ordigni incendiari sotto altrettante automobili della polizia locale che erano parcheggiate nella rimessa che si trova sul retro della sede del Corpo di via Maccani. Bottiglie di plastica da un litro e mezzo contenenti liquido infiammabile.
I carabinieri hanno avviato un'indagine: nessun danno a vetture o persone, le rudimentali molotov non sono state infatti incendiate. Gli autori sarebbero entrati dal retro, oltrepassando una recinzione alta poco più di un metro e mezzo, una zona che risulta scoperta dalle telecamere.
Sul fatto che gli ordigni non siano stati incendiati le ipotesi sono quelle dell'avvertimento o dell'interruzione dell'azione per cause ancora da chiarire. Le vetture parcheggiate nella rimessa, si apprende dall'amministrazione comunale, erano dismesse e inutilizzate.
Poco più di un anno fa, il 23 novembre, furono incendiate 7 Panda di proprietà di Poste Italiane in uso ai portalettere, e qualche mese prima un'azione simile colpì altre Panda per il servizio posta a Trento Nord.













