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'Operazione Passatore', arrestato un nigeriano per il traffico di immigrati tra Italia, Austria e Germania

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bolzano hanno eseguito anche sette perquisizioni sul territorio regionale. L'accusa per il 33enne ora in carcere è quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Pubblicato il - 20 ottobre 2018 - 11:40

BOLZANO. L'hanno chiamata 'Operazione Passatore', un'indagine operativa messa in atto dai carabinieri di Bolzano per contrastare il traffico di cittadini stranieri attraverso il confine tra Italia e Austria o tra Austria e Germania, immigrati che per oltrepassare la frontiera con l'Austria sono costretti a pagare denaro a malviventi che organizzano il viaggio illegale.

 

A finire in carcere è stato oggi un cittadino nigeriano di 33 anni, indagato per aver organizzato e promosso l’ingresso illegale in un altro Stato di cittadini extracomunitari. Ingressi organizzato attraverso l'uso di treni, autovetture o pullman, dietro il pagamento di cifre che variavano dai 100 ai 250 euro a persona.

 

L’uomo, in particolare, è accusato di tre specifiche azioni, che sono ricadute sotto la lente investigativa dei Carabinieri. L’indagine è partita a fine 2017, quando la Procura della Repubblica di Bolzano ha accolto la richiesta di cooperazione della Procura di Stato di Innsbruck che nel frattempo aveva avviato anch’essa delle attività di indagine proprio su alcuni cittadini subsahariani, sospettati di essere responsabili di “intermediazione all’ingresso illegale o introduzione illegale” di cittadini extracomunitari sul territorio austriaco. 

 

Il Landeskriminalmt del Tirolo aveva infatti avviato, come parallelamente stavano facendo i Carabinieri di Bolzano, delle attività investigative sull’immigrazione clandestina. Di qui la collaborazione tra le Autorità Giudiziarie ed il procedimento avviato dalla Procura di Bolzano.

 

Una prima serie di interventi erano stati compiuti dagli uomini dell’Arma nel corso del 2017, quando in diverse occasioni i Carabinieri di Silandro e Vipiteno, in particolare, avevano fermato passatori che, dietro compenso, trasferivano singoli o piccoli gruppi di immigrati, spesso di origine nigeriana ma non solo, oltre confine.

 

Nel 2018 il Comando Provinciale di Bolzano ha quindi intensificato le azioni di contrasto. In aprile un cittadino siriano venne arrestato in flagranza alla stazione ferroviaria di Silandro poiché stava “trasferendo” due cittadini verso la Germania; in maggio stessa sorte toccò ad un cittadino iraniano diretto verso l’Europa centrale con altre quattro persone; l’ultimo a settembre, quando a Vipiteno i Carabinieri della locale Compagnia fermarono il mezzo di un cittadino iracheno che stava trasportando sulla sua macchina altri quattro connazionali.

 

L’operazione “Passatore”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bolzano, si inserisce quindi in una precisa strategia di contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina attuata dai Carabinieri di Bolzano, colpendo, ancora una volta, soggetti che – per usare le parole del giudice che ha firmato il provvedimento di custodia cautelare – ponevano in essere una “attività certamente non saltuaria, effettuata con una certa organizzazione e pervicacia”, dalla quale ovviamente ne derivava un vantaggio economico.

 

I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno condotto attività di indagine serrate, con numerosi appostamenti e osservazioni che hanno affiancato le attività di intercettazione e monitoraggio dei soggetti che man mano emergevano. In un caso, ad esempio, risalente a giungo di quest’anno, i Carabinieri hanno riscontrato come l’indagato avesse organizzato il trasferimento in Germania di una donna nigeriana che si trovava in Austria.

 

L’uomo, dietro pagamento di denaro, aveva organizzato il viaggio attraverso una sua rete di contatti, che avrebbero dovuto garantire il trasferimento della donna, addirittura dando suggerimenti su come comportarsi in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine.

 

In un secondo caso, risalente a luglio di quest’anno, l’indagato aveva invece pianificato ed organizzato il trasferimento verso l’Austria di un altro cittadino nigeriano che doveva giungere dapprima Innsbruck e poi, di lì, attraverso altri contatti dell’indagato in quella città, essere accompagnato in Germania. In questo caso il servizio di osservazione e pedinamento organizzato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bolzano ha consentito di monitorare tutte le fasi del viaggi, dalla stazione ferroviaria di Bolzano sino al confine austriaco.

 

In quel caso, infatti, il passatore aveva pianificato il trasferimento attraverso treno e autobus, con l’ultimo passaggio che prevedeva di giungere alla stazione ferroviaria di Malles Venosta e di lì proseguire a bordo di un autobus. Tutte queste fasi del trasferimento erano seguite personalmente dall’indagato che solo dopo essersi accertato che il cittadino nigeriano era a bordo del mezzo, terminava la sua attività. Ma i Carabinieri avevano già attivato i colleghi austriaci ed in coordinamento con loro hanno fatto fermare il pullman e fatto identificare l’uomo dalla polizia di Landeck.

 

L’indagine condotta dai Carabinieri di Bolzano ha consentito oggi di giungere al provvedimento restrittivo, emesso dal GIP del Tribunale di Bolzano su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo altoatesino che ha coordinato le attività investigative. Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche sette perquisizioni personali e domiciliari a carico di altrettanti soggetti residenti in Alto Adige (e uno in Trentino), collegati all’indagato ed emersi a vario titolo nel corso delle indagini.

 

Come detto, nel provvedimento cautelare il giudice ha chiaramente evidenziato i gravi indizi emersi a carico dell’indagato circa la sua condotta certamente non occasionale, dalla quale, peraltro, egli traeva la propria fonte di sostentamento, quantomeno parziale, essendo privo di una stabile occupazione lavorativa. Il giudice, peraltro, ha evidenziato come fosse concreto il pericolo di una reiterazione delle condotte accertate dai Carabinieri, per questo ritenendo necessario applicare la custodia cautelare in carcere in capo al soggetto.

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