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Presepe dei migranti al Santissimo, il parroco: ''Rispecchia le parole del Papa'' ma per la Lega è "Anti-tradizionale''

Una Natività diversa dal solito è comparsa davanti la chiesa di corso 3 Novembre. A rispondere alle polemiche è  Piergiorgio Cattani, presidente di Futura: ''Il presepe della chiesa del Santissimo è più vicino alla tradizione del presepe politico del presidente Fugatti"

Di Giuseppe Fin - 14 dicembre 2018 - 21:12

TRENTO. “Il presepe è in linea con quanto richiamato fino ad oggi da Papa Francesco”, queste le parole di don Giuseppe Mihelcic della parrocchia del Santissimo in corso 3 Novembre dove all'esterno, sul sagrato, è apparso un presepe che raffigura Gesù, Giuseppe e Maria sopra una zattera in mezzo al mare. Una rappresentazione che vuole ricordare il terribile viaggio fatto da milioni di migranti.

 

Il presepe ha destato la curiosità di molti che nel corso della fermato si sono fermati ad osservarlo. La maggior parte esprimendo giudizi positivi per una Natività che va ben oltre il significato che siamo soliti sentire.

 

“Il presepe è stato realizzato da alcuni genitori – ha spiegato il parroco – legati all'oratorio e verrà anche benedetto con una preghiera assieme ai bambini. Il materiale per farlo lo hanno portato loro”.

 

Don Giuseppe Mihelcic ha spiegato che il presepe rispetta quanto detto e ricordato in questi giorni da Papa Francesco. “Non vi è alcun messaggio politico – ha affermato ma bensì religioso per ricordare questo grave problema, quello della migrazione, che va avanti da molto tempo. E' fondamentale ricordare tutte queste persone”.

 

Proprio ieri Papa Francesco durante una udienza nella Sala Clementina nella quale ha ricevuto i promotori, gli organizzatori e gli artisti del Concerto di Natale in Vaticano. In questa occasione, come riportato anche da Avvenire, il Papa ha affermato: "La Santa Famiglia di Nazaret visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane".

 

Sempre su Avvenire continuano le parole di Papa Francesco che spiega come quest'anno siamo chiamati "a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo - migranti, profughi e rifugiati - in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici". "Per lasciare tutto - casa, parenti, patria - e affrontare l'ignoto, bisogna avere patito una situazione molto pesante!", ha sottolineato il Pontefice. "Quando l'ira violenta di Erode si abbatté sul territorio di Betlemme - ha ricordato -, la Santa Famiglia di Nazaret visse l'angoscia della persecuzione e, guidata da Dio, si rifugiò in Egitto. Il piccolo Gesù ci ricorda così che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane".

 

A non condividere il presepe realizzato davanti la chiesa del Santissimo è il segretario provinciale della Lega, e assessore provinciale alla Cultura, Mirko Bisesti che parla di “Strumentalizzazione” mentre il consigliere provinciale Devid Moranduzzo, sempre della Lega, parla di “Presepe anti-tradizionale” e spiega: “A casa mia il presepe si fa in maniera totalmente diversa. Credo che le tradizioni si devono mantenere e non modificarle per insensata solidarietà”.

 

Sul versante opposto a rispondere alle polemiche Piergiorgio Cattani, presidente di Futura. “A pensarci bene – ha spiegato in un post - tale raffigurazione ci fa capire immediatamente, attualizzandola, la storia che il presepe dovrebbe raccontare. La storia di una coppia di forestieri che si era recata a Betlemme, villaggio che non era il loro paese di origine. Là cercavano posto perché la donna era incinta. Gli 'alberghi' della città non avevano posto per loro. I benpensanti erano infastiditi. Quindi la coppia trovò posto soltanto in una stalla. Sotto un ponte diremmo oggi, in un luogo di fortuna, perchè non li volevano. Quindi quel presepe della chiesa del Santissimo è più vicino alla tradizione del presepe politico del presidente Fugatti”. Per Cattani, “Il presepe presidenziale, correttissimo dal punto di vista iconografico, è fuorviante perchè dovrebbe raccontare una storia che adesso viene narrata in maniera zuccherosa e infantile. Invece è una storia di povertà, semplicità, respingimento, incomprensione, esaltazione degli emarginati e degli esclusi che soli comprendono l'evento che si sta compiendo. Il contrario dei valori di chi, per motivi politici, si fa difensore della tradizione”.

 

 

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