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Rivenditore di autoveicoli accusato di non aver dichiarato 1,2 milioni di euro di redditi

La guardia di finanza ha immobilizzato oltre 400 mila euro di beni e conti correnti ad Adriano Peterlini. Gli viene contestato anche che per evitare la confisca dei beni avrebbe simulato la compravendita di un’automobile intestata alla società con una ditta di Verona, il cui socio unico è la moglie

Di Luca Pianesi - 17 agosto 2018 - 19:19

LEVICO TERME. Per gli inquirenti avrebbe completamente omesso di dichiarare i propri redditi, per 5 anni, per un totale di circa 1,2 milioni di euro. Per questa ragione i finanzieri di Borgo Valsugana hanno proceduto al sequestro di conti correnti e beni immobili per un valore totale di oltre 400 mila euro.

 

E' finita nei guai una società di Levico Terme che si occupa di rivendita di autoveicoli, la Peterlini Com Sas di Adriano Peterlini. A lui la procura contesta di non aver presentato dal 2011 al 2016 le dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’Irap, per un totale di 1.113.663,00 euro e la dichiarazione Iva per complessivi 227.039,00 euro, oltre a non aver tenuto le scritture contabili obbligatorie previste dalla normativa tributaria. 

 
Durante l’attività di verifica, per evitare che alcuni beni potessero essere confiscati dagli enti di riscossione quale forma di pagamento delle imposte non dichiarate, il titolare dell’impresa avrebbe, quindi, simulato la compravendita di un’automobile intestata alla società con una ditta di Verona, il cui socio unico è la moglie. Società, tra l'altro, facilmente riconducibile a lui visto che portava anche quella il suo cognome: la Peterlinibus Srl

 

Per questa ragione è stato denunciato non solo per il reato tributario di omessa dichiarazione, che prevede pene detentive da un anno e sei mesi a quattro anni se gli importi non dichiarati per ogni anno superano i cinquantamila euro, ma anche per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte nella forma aggravata, con pene fino a sei anni
 
Le fiamme gialle, per assicurare alla collettività le risorse che l'uomo e la società avrebbero sottratto al fisco, si sono avvalse del “sequestro per equivalente”, una misura cautelare che “congela” mediante sequestro, per la successiva confisca, i beni di cui dispongono gli autori di reati tributari in misura equivalente all’ammontare delle imposte evase; il gip di Trento ha disposto il sequestro di 434.408,19 euro tra conti correnti e beni immobili, corrispondenti all’Ires e all’Iva evase nel tempo dalla società di Levico (TN). 
 

Ora le accuse andranno provate in sede giudiziale. Adriano Petrelini è uno dei fratelli Peterlini, molto conosciuti nel mondo del trasporto privato in Trentino, dei pullman e non solo. Negli anni passati erano stati al centro di diverse inchieste giornalistiche soprattutto con la Taxibus Srl, ditta di trasporto privata che svolgeva servizi come lo scuolabus, per la Provincia, al centro di indagini e approfondimenti.

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