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Salute, quando le troppe medicine sono un rischio per il paziente

Venerdì 9 marzo alla Fondazione Caritro un incontro rivolto ai professionisti della sanità, mentre sabato 10 marzo il dottor Bobbio presenterà il suo libro "Troppa medicina. Un uso eccessivo può nuocere alla salute" alla libreria Mondadori. Cattani di farmacologico.it: "Proviamo a innescare una riflessione promuovendo un'informazione indipendente"

Di Cinzia Patruno - 07 marzo 2018 - 19:07

TRENTO. "Fare di più non significa fare meglio". Cure mediche eccessive: rappresentano un rischio per la salute del paziente? Secondo l'associazione Altroconsumo è così. Anche Trento abbraccia questo mantra come spunto di riflessione per discutere della tematica in due diverse occasioni, il 9 e il 10 marzo.

 

Il 9 marzo, Altroconsumo promuove un incontro rivolto ai professionisti sanitari dal titolo "Ansiolitici, statine, inibitori di pompa: sono sempre necessari?". La serata è organizzata in collaborazione con l'Ordine dei frmacisti della Provincia di Trento, farmacologico.it, Slow Medicine, Fidapa Bpw e saluteducazione.it.

Al giorno d'oggi, è diventato più facile aggiungere un farmaco piuttosto che eliminarlo. Tale comportamento dà origine a quella che viene chiamata "cascata terapeutica". E' proprio di questo che si parlerà nel corso dell'incontro di venerdì 9 marzo alla Fondazione Caritro. La conferenza è un corso in via di accreditamento Ecm e si rivolge a tutti i professionisti sanitari.

 

"Interverranno - ci spiega il dottor Sergio Cattani, che modererà l'incontro - il medico e scrittore Marco Bobbio e il farmacista e farmacologo Mauro Miselli. Mentre Miselli si occuperà di un approfondimento delle classi farmacologiche, Bobbio offrirà un ragionamento più ampio sulle troppe medicine che non portano a far star meglio le persone".

 

Sono già una quarantina i partecipanti all'incontro, ma ci sono ancora posti disponibili. "In Italia - prsegue Cattani -, sia il sistema sanitario pubblico che quello privato si spende molto. Non significa che bisogna smettere di investire, ma bisogna investire meglio Noi cerchiamo di innescare una riflessione rivolgendoci a tutti, medici, infermieri e farmacisti".

 

Con il progetto farmacologico.itSergio Cattani e Mauro Miselli sono impegnati in prima linea in un'informazione indipendente dall'industria farmaceutica, soprattutto attraverso conferenze, corsi e laboratori frontali, che contrastino la moda della formazione a distanza.

 

Le classi di farmaci che verranno trattate nel corso della serata formativa sono quattro. "Antibiotici ansiolitici sono oggetto di abuso. Con loro, anche le statine, che sono i farmaci per il colesterolo, hanno visto un aumento drastico della loro prescrizione legato all'idea che il colesterolo sia sempre e comunque un nemico da debellare, e Prazoli, che sono i farmaci che curano l'acidità di stomaco ".

 

Il 10 marzo alla libreria Mondadori, il dottor Marco Bobbio, ex primario di cardiologia a Torino, presenterà il suo ultimo libro "Troppa medicina. Un uso eccessivo può nuocere alla salute" in un incontro aperto a tutti.

In un periodo storico in cui tutto è troppo, questa tendenza si riflette anche nella somministrazione di farmaci. Spesso capita che i medicinali prescritti siano più di uno, dove il secondo serve per attutire gli effetti del primo e il terzo per trattare le problematiche create dal secondo. Tutto ciò va a creare un circolo vizioso e una sovraesposizione a farmaci di cui si potrebbe, in molti casi, fare a meno.

 

L'obiettivo del progetto "Fare di più non significa fare meglio" è quello di favorire un'unione tra il professionista sanitario e il suo paziente nello stabilire gli esami e le terapie necessarie, discutendone, ove possibile, insieme. Il progetto è promosso dal movimento Slow Medicine con il supporto di Altroconsumo, l'associazione che si pone come obiettivo la tutela del consumatore, con la volontà di diminuire l'erogazione di esami e terapie che possono talvolta rivelarsi dannose per la salute dell'assistito. 

 

Sono vari i fattori che portano alla "sovraprescrizione" di analisi e farmaci. Tra questi la pressione delle ditte farmaceutiche, il bisogno da parte di medico e paziente di "sentirsi più tranquilli", l'abitudine. Così fan tutti, insomma. Ma le conseguenze di questi comportamenti possono esporre il paziente a rischi inutili perché un esame può essere dannoso, può dare esiti errati, può al contrario diagnosticare disturbi che sarebbe meglio non curare. 

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