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''Se non pagano le multe prendiamogli i soldi che hanno in tasca'' la proposta di Pattini (Patt) contro gli ambulanti molesti e chi chiede l'elemosina

Dal capogruppo del Patt in Consiglio comunale a Trento anche la richiesta di creare un gruppo di lavoro per studiare nuovi interventi per migliorare la vivibilità in città

Di gf - 06 gennaio 2018 - 15:42

TRENTO. Vendono braccialetti, collane, accendini, rose oppure chiedono solo soldi. Sono ambulanti e questuanti che spesso arrivano a comportamenti molesti soprattutto nei confronti dei più deboli. Un problema che da sempre esiste anche a Trento e con le festività si è addirittura accentuato. Il decreto Minniti nel 2016 ha cercato di mettere una stretta prevedendo addirittura il Daspo. Ora è il capogruppo del Patt, Alberto Pattini, a chiedere il pugno di ferro da parte del sindaco e delle forze dell'ordine.

 

“Ci sono diversi tipi di queste persone – spiega Pattini – e vanno spesso ad insistere con gli anziani che magari sono più deboli. C'è chi vende braccialetti, chi collane o altro senza contare chi domanda l'elemosina e ti segue in continuazione. Dietro a queste persone sappiamo tutti che ci sono spesso associazioni criminali che in questo modo riescono a racimolare migliaia e migliaia di euro. Bisognerebbe andare alla fonte ai caporalati e ai boss, che sfruttano chi cerca solo di sopravvivere. ”.

 

Già in passato da più parti politiche erano arrivate in consiglio comunale le richieste per affrontare problematiche simili. I risultati, però, non sono sempre stati quelli sperati. “Ora è arrivato veramente il momento di dire basta – afferma Pattini – perché queste situazioni non si possono affrontare solo dal punto della solidarietà. Possono cadere anche nel degrado sociale e per questo bisogna applicare la legge Minniti che è stata recepita anche dal Comune di Trento”.

 

L'obiettivo è quello di mantenere la sicurezza e l'ordine pubblico. Purtroppo, però, le multe date ad ambulanti e questuanti molesti cadono nel vuoto. “Rimangono scritte sulla carta e basta – spiega Pattini – e allora si pensi per esempio a prendere i soldi che al momento hanno in tasca. Arrivano ad averne anche 100 e 200 euro. Per i recidivi poi c'è il Daspo”.

 

Dal Patt arriva però anche la richiesta di creare un gruppo di lavoro per capire altri interventi per affrontare questo tipo di problemi. “Un gruppo magari con persone esperte – conclude Pattini – perchè dobbiamo impegnarci tutti, senza distinzione di colore politico, per rendere vivibile la città”.

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