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Sott'acqua una centralina elettrica sul Fedaia. Idrovore dei vigili del fuoco di Trento e protezione civile al lavoro

La zona dell'Agordino e di Rocca Pietore resta per buona parte senza energia elettrica. In buona misura quella che c'è arriva dal Trentino ed è fornita da Set Distribuzione (gruppo Dolomiti Energia) perché vicino al Lago di Fedaia ci sono grossi problemi

Di L.P. - 04 novembre 2018 - 18:43

CANAZEI. Mentre Dolomiti Energia sta deviando parte della sua produzione verso il bellunese, sono al lavoro da ore i vigili del fuoco permanenti di Trento e i tecnici della protezione civile per cercare di abbassare con le idrovore il livello del laghetto che si trova dietro il Lago di Fedaia e davanti all'omonimo rifugio. Un laghetto che è poco più di uno stagno, normalmente, ma che a causa delle fortissime piogge di questi giorni è cresciuto di svariati metri andando ad allagare anche una centralina dell'Enel.

 

Si calcola che per i problemi di produzione elettrica legati al Lago di Fedaia siano circa 18.000 le utenze nella zona, stiamo parlando dell'Agordino e l'area di Rocca Pietore, rimaste senza energia. Aree colpite in maniera durissima dal maltempo che ha spazzato via strade, sentieri, case, ha sradicato alberi e modificato in maniera indelebile il paesaggio. Aree in ginocchio anche per la mancanza di energia elettrica.

 

Quel poco che arriva, come detto, proviene dal Trentino. Laddove la rete è stata ripristinata la produzione è quella di Set Distribuzione (Gruppo Dolomiti Energia) che è in contatto con gli altri distributori e in casi come questi è pronta a intervenire laddove si verifichino delle gravi carenze. Ma per aiutare i residenti è stata anche aperta una colletta spontanea chiamata ''Rialzati Agordino!'' e lanciata dal sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, che in pochi giorni ha già raccolto più di 9.000 euro (QUI LA CAMPAGNA).

 

Le criticità maggiori, per quanto riguarda la luce e l'energia elettrica, arrivano proprio dalla problematica situazione che si sta vivendo sul bacino del Fedaia. Un lago compreso tra due sbarramenti di Enel Green Power - diga Fedaia e la diga di Maria al Lago - alzatosi molto dopo le fortissime piogge degli ultimi giorni e per la caduta di detriti, fango e alberi nell'acqua e, soprattutto per il laghetto che si trova proprio dietro una di queste dighe e davanti al Rifugio Fedaia. I soccorritori sono al lavoro per abbassare il livello di questo bacino idrico per poi riattivare la centralina nel più rapido tempo possibile.

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