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''Stupro nel centro di accoglienza'', ma i fatti raccontano un'altra storia. Ecco come sono andate le cose

In un primo momento i carabinieri avevano deciso di far intervenire l'ambulanza per un nigeriano di 20 anni che molestava insistentemente un'operatrice. Noto per i suoi disturbi psichici è stato rilasciato dall'ospedale dopo la somministrazione di un tranquillante. Ripetute le molestie è stato arrestato: "Ma nessuno stupro"

foto Rai
Di Donatello Baldo - 12 novembre 2018 - 16:59

BOLZANO. Per il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che ieri aveva diffuso la notizia con un tweet, venerdì scorso all'interno di una struttura per richiedenti asilo di Bressanone gestita dalla Croce Rossa si sarebbe consumato uno stupro ai danni di un'operatrice, messo in atto da un 20 nigeriano.

 

Tweet raccolto dall'Ansa e trasformato in notizia da molti quotidiani: ilGiornale.it titolava: "Orrore nel centro di accoglienza, nigeriano stupra responsabile". I fatti sono però andati diversamente ed è stato lo stesso responsabile della struttura Andrea Tremolada - nelle dichiarazioni raccolte ieri da ilDolomiti.it - che ha voluto precisare che "non si è trattato di una violenza sessuale".

 

Temolada parlava di tentativi di approccio e dell'intervento dei carabinieri che hanno arrestato l'ospite nigeriano. Carabinieri che sono sì intervenuti, arrestando il 20enne, ma solo in un secondo tempo.

 

Prima lo avevano indirizzato in ospedale, valutando che l'atteggiamento aggressivo, il fare molesto nei confronti dell'operatrice, fosse causato da uno scompenso psichico dovuto a una patologia già riconosciuta dall'Azienda sanitaria bolzanina. 

 

Dall'ospedale il nigeriano era stato però dimesso subito, dopo la somministrazione di un tranquillante. "E' un ragazzo con problemi psichici noti sia alle autorità sia ai sanitari", afferma l'operatrice vittima del comportamento aggressivo del nigeriano in un'intervista rilasciata al TgrRai di Bolzano. 

 

"Lui continuava a seguirmi, a toccarmi le braccia, continuava a dirmi che mi ama". L'operatrice racconta di avergli spiegato che quello non era un comportamento ammissibile, di averlo anche allontanato, rendendosi conto però che era impossibile avere con lui una conversazione.

 

Non si è trattata di una violenza sessuale, nemmeno di una tentata violenza sessuale, ma di continui approcci molesti tali da ritenere necessario l'intervento delle forze dell'ordine perché ingestibili da parte delle operatrici presenti nella struttura.

 

Dall'ospedale il nigeriano è uscito però subito, tornando nella struttura di accoglienza e mettendo in atto le stesse dinamiche di prima. Ed ecco che è scattato l'arresto, per evitare che il nigeriano potesse continuare nelle molestie all'operatrice.

 

Operatrice che però si è detta "shoccata" dalle dichiarazioni di Matteo Salvini che aveva parlato, nel suo tweet, di una violenza sessuale consumata all'interno del centro. "Nessuna violenza sessuale", l'operatrice ha fatto denuncia per le molestie reiterate che nell'ipotesi di reato avanzata dai carabinieri sono state rubricate nella violenza sessuale.

 

Ora spetterà al magistrato formulare l'imputazione, tenendo conto anche dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Oggi è stato convalidato l'arresto e disposta una perizia psichiatrica. Nelle prossime ore si saprà quale saranno le intenzioni della Procura. "E un ragazzo con evidenti problemi psichici", hanno detto il responsabile della struttura Tremolada e la stessa operatrice. 

 

Questo non per voler diminuire i fatti ma per ricondurli a problemi di gestione dell'accoglienza, tra la parte sociale e la parte sanitaria. "E' nostro compito quello dell'accoglienza, anche di soggetti che per storia pregressa, per le condizioni in cui vivevano, per la traversata del viaggio, hanno subito traumi che spesso si esplicitano con disagio psichico". 

 

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